- Ritratti nella folla
- Disturbi e problemi generali
- Risolvere i disturbi
- Conclusioni
I modi per evitare che i nostri ritratti risultino pessimi ci sono. E consistono in tre metodi principali. Il primo, che è il più ovvio ed il più semplice, è quello di sfruttare la folla dello sfondo come parte integrante della fotografia. Aprendo il più possibile il diaframma (ed avendo una lente che vi permette aperture almeno di f/2.8) potete sfocare molto lo sfondo, concentrando l’attenzione sul soggetto principale e dando alle persone che sono dietro un ruolo assimilabile a quello di un fondale colorato. I passanti ci sono, si vedono, ma sono indefiniti e non infastidiscono più di tanto. Oltre al fatto che “provano” il fatto che tale foto è stata fatta all’interno di un contesto affollato. Siete pur sempre ad un evento pubblico e la cosa non deve essere celata, ma semmai sfruttata a vostro vantaggio. Vediamo un esempio:
In questo caso il ritratto si compone in un mezzobusto lungo e gioca il suo interesse più sullo sguardo della modella, valorizzato dai segni rossi sul viso e sulla diagonale data dal bastone che regge in mano.
Le persone dietro di lei sono distinguibili ma, appunto, rientrano nella comune “folla” e sono stati messi fuori fuoco da un diaframma molto aperto (f/2.0). Ciò che disturba è, nel caso, il colore troppo accesso della passante immediatamente dietro le spalle della nostra principessa Mononoke.
Qui la colpa è del fotografo (e quindi del sottoscritto) il quale doveva far caso anche a questo genere di dettagli. Non sempre è possibile evitarlo e non sempre ve ne ricorderete.
Il secondo metodo consiste nell’abbassare il punto di ripresa. Chinandoci e riprendendo dal basso verso l’alto i nostri soggetti tenderemo a farli stagliare sui palazzi o sul cielo, lasciando le teste dei passanti o nella parte bassa del fotogramma o addirittura fuori da esso.
In questi casi per portare a casa il risultato dovete tenere presente anche ciò che la vostra lente vi permette di fare. In questa foto il 50 mm fisso ha impedito ogni genere di distorsione, ma è facile lasciarsi prendere la mano da un ottica che tende al grandangolare e che magari presenta una distorsione alle focali minime decisamente accentuata. Riprendendo poi da così vicino il soggetto ci vuole ben poco a dare al viso il tipico effetto a barilotto (per intenderci quello che si vede, anche se in forma molto più accentuata, quando guardiamo dallo spioncino del portone di un appartamento). E’ anche facilmente intuibile come non si possano portare via 100 ritratti tutti eseguiti dal basso per non rischiare la monotonia. Ed è qui che ci viene incontro il terzo metodo. Pur in una situazione di caos e folla come Lucca Comics, la vostra abilità sta anche nel cercare tutti quegli spazi e quei momenti dove il soggetto risulterà isolato o all’interno di un contesto ideale per essere fotografato da voi. Lucca è piena di angoli liberi, di muri, pannelli, siepi e altri sfondi da sfruttare. Senza contare che, passeggiando sopra le mura, la folla era quasi assente e si potevano incontrare personaggi del cosplay che si riposavano o che cercavano appositamente uno spazio dove poter essere fotografati in modo adeguato. Un esempio per tutti la ragazza con la mantella rossa.
Certo, se la vostra macchina vi permette di arrivare ad 1/8000 sec, questo vi permette anche di fare cose assurde come aprire il diaframma ad 1.8 in pieno sole a 125 ISO, come in questo caso. In qualsiasi altro caso non me la sarei sentita di consigliarvi una coppia tempo-diaframma tanto estrema, ma la piacevolezza dello sfocato del 50 mm fisso, in questo caso è stata appositamente ricercata. Ho deciso volutamente di perdere leggermente in nitidezza a favore del bokeh. (tutte le lenti, o quasi, infatti risultano piu “morbide” alla massima apertura, ma anche questo argomento sarà trattato in futuro, non temete). La bellissima modella e la location hanno fatto il resto. In questo preciso punto delle mura di Lucca, inoltre, vi era una luce molto forte che infastidiva non poco la nostra modella improvvisata, e questo ha resto il tutto più difficile. Purtroppo non stava posando per me, in quel momento, ma per un alto fotografo, e quindi ho preferito non impicciarmi, limitandomi a rubare qualche scatto. Una posizione più adatta sarebbe stata sotto le fronde degli alberi, dove la luce arrivava attenuata e giocava anche dei riflessi interessanti sul volto delle ragazze. In un modo o nell’altro un risultato c’è stato, ed è già qualcosa.







