ZM Photo ci propone due modi di ricordare i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, celebrati proprio ieri in Germania ed in tutto il mondo. A Roma è in corso una mostra chiamata “Prima e dopo il Muro”, dove vengono proposte foto di grande reporter come Henry Cartier Bresson, Leonard Freed ed altri dell’agenzia Magnum, ma anche grandi maestri italiani come Gianni Berengo Gardin, Mauro Galligani, ecc…Queste grandi opere saranno affiancate dalle stesse foto scatta oggigiorno, così da mostrare, appunto, il prima ed il dopo. Viene inoltre segnalata la presenza in edicola, edito da Il Sole 24 Ore, del libro “Il Muro che cambiò la storia”, contenente decine di foto provenienti dall’archivio Alinari (uno dei più grandi archivi fotografici italiani e del mondo) riguardanti proprio la storia della Germania e del Muro dal dopoguerra ad oggi. Lo potrete trovare in edicola al prezzo di 12,90€. [A.B.]
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DIYPhotography, in pieno stile fai-da-te, ci mostra alcuni esempio di come costruire alcuni riflettori e lampade in casa, in modo da ottenere risultati non troppo distanti da quelli ottenibili con lampade professionali, ombrelli, softbox, ecc… Ovviamente può essere divertente sperimentare queste soluzioni, ma è pur vero che l’usabilità di un riflettore costruito in cartone non può essere la stessa di un ombrello riflettente professionale. [A.B.]
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Nel cosidetto mercato bridge, ovvero quelle fotocamente compatte evolute, con qualità simile alle reflex ma senza la possibilità di sostituire l’obiettivo, la Canon Pro1 ha sempre brillato grazie alla sua ottica quasi professionale. Sembra che la casa giapponese stia per rilasciare la seconda evoluzione di questa macchina, che presumibilmente chiamerà Pro2, dotata di un sensore con fattore di crop 2.5x, ottica 26-130 molto luminosa (che potrebbe anche vantare il suffisso L) ed estese possibilità video. Certo il costo di queste soluzione è solitamente abbastanza elevato ed entra in competizione non solo con le reflex entry-level ma quasi nel campo delle reflex evolute. [A.B.]
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The Digital Picture ha inaugurato un nuovo ed interessante strumento che permette di comparare le immagini di molti obiettivi Canon, in diverse posizioni di zoom e di messa a fuoco, con e senza paraluce. Ci sembra un ottimo servizio che da la possibilità di capire come sono fisicamente i vari obiettivi, la loro dimensione (magari comparandoli ad un obiettivo in nostro possesso) e come si comportano nella messa a fuoco o nella zoomata. Probabilmente un altro link da aggiungere ai vostri bookmark. [A.B.]
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La gallery di The Big Picture riguarda stavolta il Kazakhstan ed i test nucleari svolti durante la guerra fredda sul suo territorio. Le immagini proposte riguardano gli effetti delle radiazioni sulle persone e sulla loro vita. Molte di questi immagini, vi avvisiamo, sono toccanti e crude, ma mostrano ciò che difficilmente viene proposto dai mass-media. Questa serie di immagini ci mostra, inoltre, che completare determinati lavori fotografici può significare portarsi dietro ricordi difficili da dimenticare. [A.B.]
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Se pensavate che sostituire l’obiettivo fosse il più grande vantaggio delle macchine professionali, forse resterete stupiti dalla nuova possibilità offerta dalla neonata Ricoh GXR: questa macchina, infatti, con il suo sistema brevettato di aggancio, permette non solo di sostiuire l’obiettivo, ma di sostituire di volta in volta pure il sensore! La lente è infatti solidale con il sensore ed entrambi possono essere facilmente collegati al corpo macchina, che quindi contiene solo l’elettronica di gestione, la memoria di massa ed il display (oltre che i comandi, ovviamente). Proprio per esaltare questa possibilità, la macchina viene proposta con due obiettivi (e due sensori) diversi: un 50mm f/2.5 Macro con sensore APS-C da 12Mpixel ed un 24-72mm f/2.5-4.4 con sensore da 1/1.7 pollici e 10Mpixel. La scelta di sostituire il sensore è ardita ma con un certo fondamento, e porterà a decretare il successo o il completo fallimento di tutto il sistema. Siamo curiosi di sapere come andrà a finire. [A.B.]
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Su Microquattroterzi è stata pubblicata una piccola recensione della Olympus E-P1, macchina compatta e dalle buone prestazioni con ottica intrercambiabile. L’autore tende a sottolineare i pregi e sminuire i difetti di questa macchina, ma ci consente di apprezzarne lo peculiarità, come la possibilità di montare (tramite adattatore) praticamente ogni obiettivo mai costruito e la maneggevolezza e discrezione di questo corpo. Considerato che da poco è uscita una nuova versione, la E-P2, potrebbe essere una buona occasione per trovarne una usata a prezzi ridotti, magari da portare sempre con se al posto di una semplice compatta. [A.B.]




