La Canon 7D e Darwin Wiggett

Purtroppo non abbiamo trovato grafici MTF relativi a questa ottica, quindi abbiamo preso come riferimento il TS-E 24, per molti versi simile al fratello più grande. In ogni caso, non è la prestazione dell’ottica in sé, ma il comportamento generale che, più o meno, hanno tutte le ottiche a quelle aperture.

Il test in questione è stato effettuato su una Canon 5D Mark II, con una densità di pixel di molto inferiore rispetto alla 7D (cosa molto importante di cui parleremo più tardi). Se controllate la nitidezza, rappresentata dalla curva in alto a destra, a f/3.5, noterete come sia piuttosto buona, superando il valore di 2000 linee su quasi tutto il fotogramma, ad eccezione

Grafico MTF del TS-E 24mm, copyright DPReview.com
Grafico MTF del TS-E 24mm, © DPReview.com

dei bordi. Portando però l’otturatore ad un valore simile a quello utilizzato da Wiggett, per esempio f/16, noterete coma la curva sia nettamente più bassa, superando a malapena le 1500 linee, un valore in assoluto molto scarso e segno di una nitidezza veramente limitata.
Questo difetto non è da imputare ad una scarsa qualità dell’ottica, che non è assolutamente in discussione, ma ad un preciso limite fisico chiamato “diffrazione”. In parole semplici, i raggi luminosi si comportano come onde e “fanno fatica” a passare attraverso passaggi molto ridotti (come quello opposto dall’otturatore se chiuso a f/16), causando appunto una diffusione differente dei raggi, che sul fotogramma comporta una nitidezza via via sempre peggiore.  Questo difetto è tanto maggiore quanto piccoli sono i fotositi, cioè i ricettori di luce che compongono il sensore. Con un sensore così denso come quello in dotazione alla 7D, con i suoi 18Mpixel, i fotositi sono davvero piccoli, molto più di quelli della 5D Mark II utilizzata nei test di cui sopra ed ancora più piccoli rispetto alla 1Ds Mark III utilizzata da Wiggett, senza contare la Nikon. Questo fa si che il fenomeno rifrattivo, a piccole aperture del diaframma, sia decisamente più elevato sulla 7D rispetto alle altre macchine, causando la perdita di dettaglio e di nitidezza che possiamo osservare nelle foto delle recensione incriminata.

La cosa, tra l’altro, è confermata dalle foto ad aperture maggiori, come quella effettuata ad f/8, dove le differenze di nitidezza, seppur ancora presenti, sono nettamente più limitate e facilmente recuperabili applicando una leggera maschera di contrasto.

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