- Introduzione
- Approcci diversi
- La critica offende?
Filippo Crea - Venezia
Leggere una fotografia. Se si potesse stilare una classifica delle dieci domande che un fotoamatore si pone più spesso, “come si legge una fotografia” sarebbe forse fra le prime cinque. Chiariamo subito che in una libreria ben fornita troverete più di un testo sull’argomento e prendiamo per buono il fatto che una larga parte della lettura di un’immagine sarà costituita da elementi soggettivi.
Quindi, in pratica, possiamo “imparare” a leggere una fotografia? Certo che si. Così come possiamo imparare a guidare un’automobile quando all’inizio ci sembra difficile. Dobbiamo acquisire una serie di conoscenze che ci aiuteranno a muoverci con lo sguardo all’interno del fotogramma per scovare e decifrare quello che è il messaggio insito nella foto che stiamo guardando.
Quest’ultima frase presuppone che in ogni foto vi sia un messaggio. E non è sempre vero. Parte della capacità di leggere una fotografia sta proprio nel riconoscere quando questa ha qualcosa da trasmettere, e quindi quale messaggio il fotografo ha voluto lasciare, e quando invece essa sia priva di qualsiasi chiave di lettura.
In questa serie di articoli cercheremo di analizzare gli aspetti fondamentali della lettura di un’immagine. Faremo riferimento ad aspetti più tradizionali ed universalmente riconosciuti, e ci lasceremo andare anche ad un linguaggio ed un simbolismo più “profano”. Attireremo le ire dei puristi che criticheranno in particolare l’approccio terra-terra. E questo ci fa molto piacere dato che – non ci stancheremo mai di dirlo – la Fotografia non sarà per “tutti”, ma con l’approccio giusto è di sicuro un linguaggio per “molti”.




