Si sente molto parlare di fotografia di viaggio: luoghi, persone, sensazioni trasmesse nell’istante di uno scatto o nello scorrere di un portfolio.
Non altrettanto spesso, però, si parla di fotografia in viaggio: come ottenere una determinata foto in una specifica condizione? Qual è l’attrezzatura più adatta? E’ importante disporre dell’intero corredo per ottenere il miglior risultato possibile? Naturalmente non esiste una sola risposta a tutte queste domande, ma grazie all’esperienza e a qualche semplice ragionamento ci si può avvicinare alla soluzione migliore.
Che si tratti di un weekend in una capitale europea o di un mese in Australia, al fotografo interessa catturare l’essenza del luogo attraverso il proprio obiettivo.
Va da sé che una sessione di trekking con zaino, sacco a pelo e viveri sulle spalle richiederà la massima leggerezza dell’attrezzatura. Una compatta o una bridge, in questo caso, rappresenteranno la scelta ideale, al limite accompagnate da un mini treppiede, qualche batteria di scorta e una scheda di memoria capiente.
Viceversa, le quattro settimane di fly&drive in Australia rappresentano probabilmente un’occasione irripetibile, che per certi versi giustifica il trasporto dell’intero corredo del fotoamatore.
Ma andiamo con ordine, perché dopotutto un viaggio comincia dalla propria casa.





