Il fotografo Mark Estabrook, mentre stava traslocando, ha ritrovato un vecchio rullino, una pellicola bianconera IlFord HP5 (click QUI per il foglio tecnico della suddetta pellicola) che, stando a quanto raccontato dal fotografo stesso, ha girato per diverse stanze e ha subito molte variazioni di temperatura, per circa 31 anni. Sviluppata, la pellicola ha restituito le immagini di un concerto di Bob Dylan datato 1978. Nell’articolo su Photography Blog la notizia è stata ripresa un po’ troppo in stile “comunicato stampa” con tanto di moine da parte di IlFord, ovviamente, e la cosa ci lascia un po’ di amaro in bocca. Ma tutto sommato la storia è credibile e certamente nessuno vuole sminuire la qualità di una pellicola che ha fatto la storia del bianconero, insieme a poche altre.
Estabrook ha anche ammesso che è stato necessario richiedere il supporto tecnico di IlFord per sapere come sviluppare una pellicola esposta ad ogni genere di variazione di temperatura per circa 30 anni, ma i risultati sono stati incredibilmente buoni, come potete vedere dalla foto a lato. “Provate a farlo con un Hard Disk” è stato il messaggio lanciato da Mark. Vogliamo spezzare una lancia in favore di un pezzo di tecnologia che, tra le altre cose, ci permette di scrivere ciò che state leggendo in questo momento. Un Hard Disk, se conservato con un minimo di cura, potrebbe farcela a conservare le informazioni. Nel caso in cui l’elettronica si deteriori, estrarle non sarebbe semplice come “sviluppare un bianconero in camera oscura bilanciando l’uso di agenti chimici in modo da non rovinare per sempre il risultato” , però ci si potrebbe provare.
Per vedere qualche risultato fotoamatoriale ottenuto con questa bella pellicola potete sbriciare il gruppo su Flickr ad essa dedicato. [A.A.]
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In commercio esistono numerosi filtri ND (Neutral Density) che riducono in modo più o meno marcato la luce che gli passa attraverso. Se però state cercando di scattere una foto con un tempo veramente lungo in pieno giorno, per avere un effetto mosso, per esempio, dell’acqua del mare, vi servirebbero diversi filtri ND da 4 o 8 stop. DIY Photography ci suggerisce una soluzione differente: il vetro da saldatura. Sono vetri molto scuri, che servono appunto a schermare gli occhi dei saldatori dalla forte luce generata dalle macchine ed evitare quindi danni più o meno permanenti. Tali vetri lasciano passare davvero poca luce, ma sono poco costosi e facilmente reperibili in ogni negozio di bricolage. Nella prova effettuata, DIY Photography ha calcolato circa 14 stop di riduzione di luce, permettendo di scattare esposizioni di molti secondi anche in pieno giorno. [A.B.]
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Nikon ha inviato ai membri del NPS (Nikon Professional Service) una mail-questionario riguardante la D700 e la sua possibile evoluzione. Le domande proposte riguardano un po’ tutte le caratteristiche base della fotocamera (formato DX o FX, risoluzione, feature, ecc..) attuale e di quella che i fotografi vorrebbero. Il dubbio è: se Nikon sta chiedendo ora quale macchina i fotografi si aspettano dal prossimo modello, tra quanto effettivamente verrà commercializzato? Questa potrebbe dunque essere una manovra pubblicitaria atta a creare hype intorno a questo nuovo modello, oppure è probabile che l’attesa si rivelerà molto lunga. [A.B.]
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Dopo aver provato il Sigma 24-70 f/2.8 EX DG HSM sulla reflex FullFrame Nikon D3x, Photozone ha testato quest’ottica anche sul sensore a formato ridotto della D200. Le prestazioni sono abbastanza simili a quelle sul formato pieno, con una minore differenza tra i bordi e gli estremi del fotogramma, che restano in ogni caso davvero scarsi soprattutto alla focale minore. I problemi di vignettatura e distorsione sono meno evidenti, proprio grazie al fattore di crop del sensore, ma le considerazioni rimangono analoghe alla prova precedente. La nitidezza è una grossa pecca in una lente che, diversamente, avrebbe potuto dar fastidio a diversi vetri più blasonati. [A.B.]
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Come quasi ogni giorno, Nadir Magazine ci aggiorna sulle mostre in programma nei prossimi mesi sul nostro territorio. In particolare, a Marghera (VE), verranno presentate 105 “Immagini d’Autore” di 8 autori su varie tematiche ma sempre riguardanti l’uomo ed i suoi problemi e contraddizioni. A Brescia, invece, saranno esposte le opere del poco convenzionale artista Michal Macku nella mostra “Glass Photo”. Questo fotografo parte da autoritratti che poi trasferisce, tramite tecniche particolari da lui elaborate, su delle lastre di vetro. Crea in questo modo delle fotografie come sospese nel tempo e nello spazio, eteree rappresentazioni di se stesso. Molto interessante se siete in zona, considerato che opere del genere vanno contemplate dal vivo. [A.B.]
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Dopo i telefoni touch, gli orologi touch, i monitor touch ed i computer touch, probabilmente in un futuro non molto lontano avremo anche le reflex touch. Canon ha infatti registrato un brevetto sulla tecnologia touchscreen applicata al display LCD di una reflex, con annesse procedure per disattivare (solo dove serve) il tocco nelle parti che il viso dell’utilizzatore andrebbe a toccare quando avvicinerebbe l’occhio al mirino. Speriamo solo che Canon resista alla tentazione di inserire anche futili gadget come giochi, browser internet o client di social network nelle sue prossime reflex. [A.B.]
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Tra poco meno di una settimana, in Slovenia, Nikon terrà un evento dove presenterà la Nikon D3s. Nel comunicato si accenna a due altre news che, letteralmente, restano avvolte nel mistero. Che Nikon intenda presentare nuovi prodotti durante questo evento? Oppure la traduzione di Google dallo sloveno non è del tutto convincente? Sabato prossimo sapremo dirvelo. [A.B.]





