Lightroom Killer Tips ci propone un interessante preset, da scaricare gratuitamente, che rende l’immagine simile alle illustrazioni di antiche stampe. Il nome del preset fa riferimento alle fiabe e probabilmente l’effetto ottenuto gli si addice abbastanza. Certamente le modifiche applicate sono abbastanza pesanti e per taluni risulteranno fin troppo eccessive, ma in determinate applicazioni il preset potrebbe essere utile. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »
Scritto da Andrea AleardiChiudiAutore: Andrea AleardiNome: Andrea Aleardi Email: andrea.aleardi@altraottica.it Sito:http://www.aleardi.eu Info: 29 anni. Amo street e reportage, anche di cerimonia. Preferisco il bianconero al colore e scatto in digitale.Guarda gli articoli di Andrea (20) lunedì 07 dicembre, 2009Tempo di lettura: 1:12 min.
Steve McCurry e le sue visioni colorate non potevano passare inosservate.
Colorate perché i suoi reportage spezzano il classico bianconero adottato spesso per intensificare il significato di una particolare ripresa. Per McCurry il colore invece è fondamentale. Il mondo è così, sostiene, e io cerco di riprodurlo fedelmente.
Sarà per questo che l’India (dove ha trascorso due anni) con i suoi colori accesi è spesso considerata uno dei suoi lavori migliori. McCurry non è quindi solo il “fotografo di Sharbat Gula, la ragazza afgana”, ma uno dei protagonisti della fotografia di reportage. In questi giorni e fino al 31 Gennaio 2010, a Milano, è presente una mostra con alcuni fra i suoi migliori lavori e, dicono, con un allestimento originale e curatissimo. Su YouTube è presente questo video, che esce un po’ dai canoni sui quali ci siamo basati fino ad ora, dove il sindaco di Milano, Letizia Moratti, visita la mostra insieme all’autore, il quale la accompagna e le spiega le sue fotografie. Si nota effettivamente l’allestimento curato, in particolar modo per quanto riguarda l’illuminazione. Il video che vi proponiamo non toglierà piacere ad una visita vera e propria, dandovi al tempo stesso modo di sbirciare il risultato finale.
Lo schema del brevetto relativo al Canon EF 14-24 f/2.8L
Più che indiscrezioni, ormai, si parla di certezze. Canon Rumors ha infatti scovato ben tre nuovi brevetti relativi a progetti ottici per tre nuove lenti dedicate alle reflex della casa giapponese. Si tratta dell’inedito 14-24mm f/2.8, del 60mm f/2.8 IS Macro e del 70-200mm f/2.8 L IS II. Ora manca solo la conferma del nuovo 24-70mm f/2.8 L che dovrebbe andare a completare la tripletta di zoom (da 14 a 200mm) con apertura f/2.8 e costruzione da serie L. Si preannuncia un 2010 caldo per gli obiettivi di casa Canon. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »
Da quel poco che si capisce dalla traduzione dal giapponese di Google, questo sembra un chiaro esperimento di cosa si possa fare con una micro-QuattroTerzi Panasonic GF1 e diversi adattatori e moltiplicatori in serie. A noi sembra più l’esperimento di un pazzo. Fatto sta che l’insieme funziona e sembra anche permetta di scattare foto. Va bene che non esistono tele-obiettivi lunghi per il formato QuattroTerzi, ma questo ci sembra un po’ eccessivo. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »
Il fotografo Mark Estabrook, mentre stava traslocando, ha ritrovato un vecchio rullino, una pellicola bianconera IlFord HP5 (click QUI per il foglio tecnico della suddetta pellicola) che, stando a quanto raccontato dal fotografo stesso, ha girato per diverse stanze e ha subito molte variazioni di temperatura, per circa 31 anni. Sviluppata, la pellicola ha restituito le immagini di un concerto di Bob Dylan datato 1978. Nell’articolo su Photography Blog la notizia è stata ripresa un po’ troppo in stile “comunicato stampa” con tanto di moine da parte di IlFord, ovviamente, e la cosa ci lascia un po’ di amaro in bocca. Ma tutto sommato la storia è credibile e certamente nessuno vuole sminuire la qualità di una pellicola che ha fatto la storia del bianconero, insieme a poche altre. Estabrook ha anche ammesso che è stato necessario richiedere il supporto tecnico di IlFord per sapere come sviluppare una pellicola esposta ad ogni genere di variazione di temperatura per circa 30 anni, ma i risultati sono stati incredibilmente buoni, come potete vedere dalla foto a lato. “Provate a farlo con un Hard Disk” è stato il messaggio lanciato da Mark. Vogliamo spezzare una lancia in favore di un pezzo di tecnologia che, tra le altre cose, ci permette di scrivere ciò che state leggendo in questo momento. Un Hard Disk, se conservato con un minimo di cura, potrebbe farcela a conservare le informazioni. Nel caso in cui l’elettronica si deteriori, estrarle non sarebbe semplice come “sviluppare un bianconero in camera oscura bilanciando l’uso di agenti chimici in modo da non rovinare per sempre il risultato” , però ci si potrebbe provare.
Per vedere qualche risultato fotoamatoriale ottenuto con questa bella pellicola potete sbriciare il gruppo su Flickr ad essa dedicato. [A.A.] Leggi il resto di questo articolo »
Le fotografie della nuova galleria di The Big Picture sono tutte a tema naturalistico, scattate al Glacier National Park nel Montana, USA. Si tratta di 100 scatti, effettuati uno al giorno, con molti diversi tipi di macchine, dalle più recenti reflex digitali a modelli Kodak dei primi del 900, con l’idea di utilizzare tecniche degli ultimi 100 anni. Oltre alla bellezza delle foto, la sfida è cercare di capire con quale metodo e macchina sono state scattate le singole immagini. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »
altraOTTICA nasce per affrontare le tematiche già trattate in numerosi blog e riviste online di fotografia, con un occhio di riguardo alla cultura fotografica, la quale, purtroppo, spesso passa in secondo piano. Ma ci saranno anche recensioni, tecnica fotografica, mostre, eventi, grandi autori, lettura immagini e portfolio, rumors, tecniche di postproduzione e molto altro...