Dedichiamo il Goodmorning di oggi ad una sola notizia, che può sembrare ovvia ma che ha diversi aspetti da analizzare.
Da qualche tempo a questa parte, la contesa fra i costruttori di reflex (Nikon e Canon su tutti) si è spostata sulla ricerca delle migliori prestazioni con elevate sensibilità ISO: poter scattare con ISO elevati senza una percepibile perdita di qualità permette maggiori libertà espressive, potendo avere maggiore profondità di campo anche in condizioni di bassa luminosità, oppure fotografare senza flash o quasi in assenza di luce.
Pur se con una risoluzione non certo elevatissima (12Mpixel), la Nikon D3s è stata sempre considerata la migliore in questo campo, potendo vantare una dimensione dei fotositi davvero elevata.
In questa comparativa è stata affiancata alla più recente Canon 1D Mark IV ed alla FullFrame 5D Mark II, le ultime macchine professionali commercializzate dalla casa bianco/rossa. L’analisi dei crop evidenzia come la Nikon si avvantaggi in particolar modo dei suoi pochi MPixel, potendo raggingere agevolmente i 25.600 ISO e presentando immagini utilizzabili anche alla massima sensibilità (102400 ISO). Anche la 5D garantisce buone prestazioni fino alla sua sensibilità massima di 25.600 ISO, mentre la 1D presenta notevole rumore già a questa sensibilità, oltre la quale la qualità cala in modo sensibile fino a diventare inutilizzabile.
Oltre alle ovvie migliori prestazioni del sensore Nikon (minori MPixel su un sensore dalle dimensioni maggiori danno notevoli vantaggi) sembra anche che l’elettronica di bordo tenga maggiormente sotto controllo il rumore restante, mentre Canon appare meno controllata sotto questo punto di vista. La Nikon però mantiene sempre un’elevata nitidezza, mostrando quindi un algoritmo di gestione del rumore che non pregiudica questo aspetto.
Se consideriamo che, fino a pochi anni fa, la sensibilità massima utilizzabile era di 1600 ISO, è facile notare i notevoli passi avanti che la tecnologia ha fatto per permette di scattare al medesimo valore senza la presenza di rumore avvertibile e con altissimi valori di nitidezza.
Questa evoluzione tecnologica è un vantaggio sia per i professionisti e gli amatori: i primi possono utilizzare tutta la risoluzione dei sensori e l’elevata nitidezza delle lenti in loro possesso senza vedere la qualità scadere a causa del degrado imposto da valori di ISO un po’ più elevati del normale: i secondi possono invece risparmiare sull’acquisto di lenti puntando su modelli magari meno luminosi ma più definiti, recuperando lo stop di luce con uno stop di sensibilità.
Un ulteriore vantaggio è dato in abbinamento con il flash, che permette di illuminare ambienti più grandi a parità di potenza o utilizzare elementi diffusori (softbox) per migliorare la qualità di luce, senza sacrificare troppo il potere illuminante.
Il pericolo di queste considerazioni, però, è quello di dedicare maggiore attenzione al lato tecnologico e più “geek” della fotografia e dedicarne sempre meno a quello culturale ed artistico. Sia sul web che sulla carta stampata, si possono leggere tonnellate di parole su comparazioni fra macchine, obiettivi, accessori, guide per l’uso di Photoshop, Lightroom, Aperture, DPP o NX.
Molte meno parole, invece, e molte meno foto vengono pubblicate, on ed off-line. Per carità, non stiamo stigmatizzando la parte tecnica della fotografia, tant’è che molto spesso anche noi seguiamo questo argomento. E’ però una sensazione di povertà culturale quella che ci prende quando sfogliamo un giornale o le pagine di un forum.
Ci piacerebbe vedere più fotografie, più ricerca, più reportage, più recensioni di mostre, di autori, più storie e racconti.
Va bene conoscere al meglio la nostra attrezzatura, sapere cosa può darci e fino a che punto arrivano le sue prestazioni. E’ giusto informarsi su quale prodotto possa soddisfare al meglio le nostre esigenze.
Cerchiamo però di spegnere più spesso il computer ed uscire con la nostra macchina fotografica ed il nostro obiettivo, qualunque essi siano. [A.B.]






Il feticismo dilaga.
E’ vero Adso, purtroppo anche noi pensiamo che la guerra del rumore sia un po’ quelle che andrà a sostituire la “quasi” ex guerra dei megapixel.
Ognuno ha le sue fisse.
A noi basta avere un buon obiettivo su un corpo decedente.
Che detta così…mah =)