Goodmorning 17.02.10

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L'Altopiano delle Pale di San Martino secondo Max Franceschini. Anomala la scelta del b/n, oggi poco usato per i paesaggi.

L'Altopiano delle Pale di San Martino secondo Max Franceschini. Anomala la scelta del b/n, oggi poco usato per i paesaggi.

Max Franceschini, fotografo naturalista italiano, ha da poco reso disponibile il suo recente lavoro, il libro “L’Altopiano”, sotto licenza Creative Commons liberamente visualizzabile e scaricabile direttamente dal suo sito. Il libro racconta tre giorni di viaggio nell’Altopiano delle Pale di San Martino, sia attraverso le bellissime foto in bianco/nero sia nell’appassionato racconto che le accompagna. Presto sarà anche possibile acquistare una copia cartacea, che sicuramente merita. [A.B.]

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Magari nessuno ci aveva mai pensato, ma la fotografia e la meditazione, la ricerca interiore, hanno molto in comune. Spazio Labo’ ci presenta dunque il libro “Meditazione e fotografia“, scritto dal Prof. Diego Mormorio, dove vengono analizzate le possibilità della fotografia di fondersi agli esercizi spirituali di meditazione, mediante un linguaggio che permetta di trovare significati profondi a ciò che vediamo ed a ciò che impressioniamo sulle nostre pellicole e sensori, uno degli aspetti più difficili e poco conosciuti della pratica fotografica. [A.B.]

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In un dettagliatissimo post, Gizmodo ci spiega la nuova guerra degli ISO. Partendo dalle basi tecniche che spiegano quantità di luce e generazione del rumore, Gizmodo mette in chiaro ciò che appare ormai ovvio, ovvero come la guerra dei Megapixel, dopo anni di continui rilanci al rialzo da parte delle varie case costruttrici, si stia spostando verso sensibilità ISO sempre più elevate, fino a raggiungere gli oltre 100.000 ISO delle più avanzate reflex digitali professionali Nikon e Canon (nello specifico, D3s e 1D Mark IV). In effetti, certi livelli sono fin troppo elevati, semplici numeri da marketing (come lo sono ancora i MPixel quando la maggior parte delle foto che scattiamo non superano il formato 13x18cm), ma è pur vero che sono stati fatti moltissimi passi avanti. Mi è capitato giusto ieri di comparare le prestazioni ad alti ISO della mia Canon 1D Mark II N (una delle reflex con la più grande dimensione dei fotodiodi) con la molto più recente Canon 7D, che al contrario vanta 18MPixel su APS-C con fotodiodi molto più piccoli e, di conseguenza, molto meno fotoricettivi (grazie a DxO Mark). Ebbene, le prestazioni ad alti ISO (se consideriamo la stampa) sono praticamente identiche, nonostante la 7D possa vantare una risoluzione in pixel più che doppia rispetto alla più anziana 1D Mark II, segno che l’evoluzione dei sensori permette di guadagnare MPixel senza aumentare il rumore o, in alternativa, di mantenere basso il livello di rumore pur con una risoluzione più che sufficienti per la maggior parte degli utilizzi. [A.B]

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Aperture 3 ha portato molte innovazioni al settore dei RAW Converter, tanto che molti utenti dei Adobe Lightroom hanno effettuato o hanno intenzione di passare al software di Apple. Tuttavia, Lightroom Killer Tips risponde a questi dubbi con 5,5 motivi per continuare ad utilizzare Lightroom, in attesa della versione 3 che dovrebbe ulteriormente migliorare la qualità di questo software. Certamente le nuove feature di Aperture sono molto allettanti in quanto alleggeriscono il lavoro di catalogazione e taggatura degli scatti, ma siamo concordi nel giudicare il software Adobe ancora leggermente superiore a quello Apple, pur invidiandone molti aspetti. [A.B.]

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