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La Fotografia: con altri occhi

Goodmorning 09.04.10

Scritto da altraottica 09 aprile, 2010commentaDa leggere in: 4:00 min.
Magari non molto funzionale, ma l'aspetto retò è ai massimi livelli.

Magari non molto funzionale, ma l'aspetto retò è ai massimi livelli.

Se la vostra macchina micro-QuattroTerzi non supporta l’EVF (electronic view finder, ovvero il mirino elettronico), come ad esempio la Olympus E-P1, oppure amate ancora di più lo stile retrò, la recensione del mirino a torre Zeiss Ikon farà sicuramente la vostra felicità. Compatibile con ottiche da 25, 35, 50, 85 e 135mm (ovviamente equivalenti, quindi le ottiche montate dovranno avere esattamente le metà della lunghezza focale), vi permette di avere un’idea (anche se non troppo precisa) di ciò che state inquadrando, con il vantaggio di non consumare batteria. Certo che i 2000€ di costo (sempre che lo troviate), equivalgono ad un bel numero di batterie. [A.B.]

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Ennesimo obiettivo Zeiss su reflex Canon provato ad Photozone. Stavolta lo Zeiss ZE Distagon T* 18mm f/3.5 testato ha l’attacco EF (quindi non è stato necessario utilizzare nessun adattatore), ma mantiene le qualità costruttive di tutte le ottiche Zeiss, ovvero a prova di bomba. Questo grandangolare mostra prestazioni forse inferiori agli altri modelli provati, con una distorsione leggermente elevata (ma pur sempre accettabile su un grandangolare del genere) ed una invece molto forte vignettatura. Anche l’aberrazione cromatica, pur se non a livelli di guardia, potrebbe essere più contenuta. Buona invece la nitidezza, sia al centro che ai bordi, già dalla massima apertura, migliorando ulteriormente chiudendo di uno stop il diaframma. Come sempre, il più grande ostacolo per questi obiettivi è il prezzo, oltre 1200€ chiavi in mano, che pur se supportato da buone prestazioni, non fornisce prestazioni di gran lunga migliori rispetto a soluzioni più economiche e versatili (come, ad esempio, il Canon 17mm f/4 L USM). [A.B.]

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Avrà inizio i primi di Maggio, presso la WavePhotoGallery a Brescia, una mostra antologica dedicata al maestro Franco Fontana, un fotografo dalla capacità visiva davvero eccezionale, ammirabile nella volontà di non fossilizzarsi su un unico stile pur mantenendo altissimo il livello delle sue realizzazioni. Inutile dire che, se fossi nelle vicinanze, un salto ce lo farei.  [A.B.]

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Molto interessante l’incontro organizzato da Officine Fotografiche, Punto di Svista, Il Fotografo e CultFrame incentrato sulla discussione su “Appunti sul fotogiornalismo: la questione italiana”. Sul tavolo argomenti come etica e valori comunicativi nella pratica fotogiornalistica moderna, legata anche alle nuove tendenze di spettacolarizzazione incentivate dai mass-media. Un occasione per parlare di tematiche poco discusse ma anche per conoscere un mondo nascosto fatto di professionisti che lavorano in condizioni difficili ma i cui risultati restano ottimi. [A.B.]

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Molto suggestivo il reportage di Dario Bonetto intitolato “Il Piemonte come il Quèbec”, pubblicato ieri sul forum di Juza. Prendendo spunto da una pubblicità, il fotografo ha cercato di mostrare come paesaggi suggestivi e natura incontaminata non sono prerogative di luoghi lontani ed esotici, ma possono essere ritrovate anche a due passi da casa, se abbiamo la capacità di vedere oltre il quotidiano. [A.B.]

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Nuovi articoli per il Nadir Magazine. Dopo un breve riassunto di ciò che di interessante c’era alla fiera “Photoshow 2010″ (poco o nulla di nuovo), troviamo invece un interessante articolo dedicato alla tecnica fotografica da adottare nella “Fotografia notturna con le digitali”, con diversi consigli utili (soprattutto ai neofiti) e molte fotografie di esempio. Più approfondita, anche se a tratti inquietante, la recensione del libro “Ripartire dagli addii: la fotografia post-mortem”, dedicato ad un genere oggi praticamente scomparso ma che in epoche passate ha significato una ricerca estetica e filosofica, raramente riscontrabile in altre pratiche. Infine un articolo di riflessione, denominato con una certa ironia “Dilettanti allo scandaglio”, dove l’autore cerca di liberare la creatività di ognuno di noi spingendoci a osservare la realtà quotidiana con occhi diversi. Considerazioni corrette ma anche pericolose, perché alcuni possono sentirsi spinti a sperimentare fotografie diverse quando la tecnica ed esperienza non sono ancora sufficienti a permettere di ottenere buoni risultati. [A.B.]

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