AltraOttica

La Fotografia: con altri occhi

Goodmorning 16.04.10

Scritto da altraottica 16 aprile, 20103 commentiDa leggere in: 3:53 min.
Una landa innevata, una notte stellata ed un vulcano in eruzione. Riuscite a pensare ad uno spettacolo più spettacolare?

Una landa innevata, una notte stellata ed un vulcano in eruzione. Riuscite a pensare ad uno spettacolo più spettacolare?

Una delle prime notizie dei giornali e telegiornali di oggi è stata la cancellazione di centinaia di voli da e per l’Europa, a causa delle pessime condizioni atmosferiche causate dalla grande eruzione vulcanica che è avvenuta, per la seconda volta in un mese, in Islanda. The Big Picture ha raccolto le fotografie di entrambi gli eventi eruttivi, spettacolari ed inquietanti, che mostrano ancora una volta che quando la Natura, ogni tanto, si mette in mostra, l’uomo devi inchinarsi ed attendere, nonostante tutte le diavolerie tecnologiche che possa inventarsi. [A.B.]

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E’ con un pizzico di invidia, ma sicuramente volentieri, che presentiamo il “Fourlines – Polaroid Project”, un viaggio fotografico di 4 ragazzi italiani  (Anna Morosini, Elena Vaninetti, Gabriele Chiapparini e Andrea Colombo) che percorreranno il nord Europa (Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia) fotografando i paesaggi, le persone ed i luoghi sul loro cammino. Le tappe coincideranno con l’appuntamento con vari fotografi locali, conosciuti e selezionati attraverso i più diffusi social network dedicati alle immagini, che collaboreranno con i quattro viaggiatori durante la loro permanenza in quei luoghi. [A.B.]

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Il progetto Touching Strangers, del fotografo Richard Renaldi e segnalato da PhotoJoJo, sembra davvero interessate. L’idea di fondo è, come già lascia intuire il nome, fotografare assieme due o più persone incontrate per caso sulla strada, senza che questi si conoscano tra di loro o conoscano il fotografo stesso. Assistiamo, dunque, a contaminazioni tra razze, età, ceti sociali e generazioni. Alcuni appaiono distaccati, quasi timorosi, altri sembrano conoscersi da una vita, come se fossero padre e figlio, fidanzati, nonni o cugini. In tutte le fotografie appare però il carattere di ognuna delle persone riprese, quasi come se il fatto di trovarsi a contatto con un estraneo, rendesse più evidente il proprio carattere. Semplice ed a tratti toccante. [A.B.]

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Magari non servirà a nessuno di noi, come progetto fai-da-te, ma il pulsante di scatto orale progettato e costruito da Jay Scott merita almeno una lettura, per comprendere come un piccolo gesto come quello di premere il pulsante di scatto di una fotocamera digitale possa comportare enormi problemi e difficoltà. Jay infatti ha una menomazione fisica che gli rende difficoltoso anche solo impugnare la fotocamera, rendendo quasi impossibile premere normalmente il pulsante di scatto. Sfruttando la presa per il comando a filo, è però riuscito a portare i comandi a due pulsanti che aziona con la lingua, uno per mettere a fuoco e l’altro per scattare, esattamente come i due stadi del pulsante di scatto normale. Complimenti a Scott. [A.B.]

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DP Review ha testato l’obiettivo per il formato micro-QuattroTerzi per Olympus M. Zuiko Digital ED 9-18mm 1:4-5.6, un classico grandangolo non eccessivamente spinto, ideale connubio del 14-42mm venduti in kit con le E-P1 ed E-P2. La costruzione è buona, anche se certo non professionale, mentre le prestazioni sono in buona parte pregiudicate dalle piccole dimensioni. La nitidezza, infatti, pur mostrando buoni valori al centro, cala nettamente ai bordi ed agli angoli. Inoltre, le piccole dimensioni dei fotodiodi, fanno si che il fenomeno della diffrazioni intervenga già da aperture abbastanza elevate, laddove al contrario le lenti mostrano le prestazioni migliori. Tale caduta di nitidezza diventa decisamente forte da f/11 in poi, rendendo le foto nettamente poco nitide. Elevata anche l’aberrazione, un po’ in tutte le condizioni, così come la distorsione, che viene corretta via software direttamente in macchina (ma solo per i JPEG, mentre i RAW devono essere corretti a mano). Le prestazioni, dunque, seppur buone, sono accompagnate da un prezzo non in linea con la qualità costruttiva e la costanza della nitidezza lungo tutta l’escursione. [A.B.]

3 commenti per: “Goodmorning 16.04.10”

  1. Fede says:

    Le foto di “touching strangers” sono un bell’esempio di quante emozioni si possano trasmettere in uno scatto.
    Non vedo nulla di bello o particolare nelle fotografie sotto l’aspetto puramente tecnico (sono troppo neofita per cogliere la tecnica?), ma una interessante e forte idea alla base.

    • No, caro Federico, la tua impressione è corretta. In quelle foto dal punto di vista tecnico non c’è niente di eccezionale ne di eccelso. Si percepisce una certa attenzione per lo sfondo, l’uso del diaframma aperto per far risaltare i soggetti e poco altro. Sicuramente il fotografo non è alle prime armi, ma a parte questo, come hai giustamente intuito, tutto il valore è nel contenuto e non nell’aspetto.
      Un lavoro di questo genere è perfettamente giustificato nella semplicità della sua composizione proprio dalla necessità di far risaltare il messaggio. Figure al centro, scenario semplice, luce standard. In questo modo il messaggio balza agli occhi e alla mente. Come lasciare un punto rosso in una foto bianconera. Non si può fare a meno di guardarlo. Ci tengo molto a questo commento proprio per il fatto che quando Andrea B. mi ha mostrato, stamani, il lavoro di Renaldi, sono rimasto molto molto sorpreso dall’effetto che quelle foto così semplici avevano avuto su di me. Penso che quell’effetto sia particolarmente importante in questo periodo, dove estraneo e sconosciuto spesso è associato a “straniero” e/o “diverso”. Infatti in molte foto, se non in tutte, Renaldi mette insieme bianchi e neri, giovani e anziani, ispanici e orientali, facoltosi e indigenti.

    • Aggiungo che la bravura tecnica sta proprio nel mantenere uno stile neutro e sempre uguale in tutti gli scatti, non facile perché le foto sono state riprese in luoghi e tempi differenti. In questo modo, come dice giustamente Andrea A., composizione, esposizione, scelta dei parametri e tutto il resto passa in secondo piano, lasciando passare solo il messaggio ed il significato.

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