AltraOttica

La Fotografia: con altri occhi

Goodmorning 04.05.10

Scritto da altraottica 04 maggio, 2010commentaDa leggere in: 4:28 min.
Una FullFrame ha un sensore di 35mm. Questa camera oscura ha una parete di 3 metri e mezzo...

Una FullFrame ha un sensore di 35mm. Questa camera oscura ha una parete di 3 metri e mezzo...

La camera oscura è il primo modello di fotocamera mai costruito, basato sul più semplice degli obiettivi, ovvero il foro stenopeico. Abelardo Morell ha portato all’estremo il concetto di camera oscura, oscurando vere e proprie camere e creando poi un foro nel rivestimento delle finestre per proiettare la luce sulla parete ad esse opposta, creando effetti eccezionali. Grazie all’uso di un obiettivo, poi, ha potuto capovolgere le immagini, fotografando il risultato delle sue creazioni. Non sono belle ed ammirevoli, ma anche formative sopratutto per i nativi digitali, che poco conoscono dei meccanismi fisici che permettono alla luce di concentrarsi e trasformarsi, prima di fissarsi su cristalli di argento o pixel di silicio. [A.B.]

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Il terzo giorno di viaggio, per i quattro di “Fourlines – Polaroid Project” ha significato il soggiorno a casa di Ines, appassionata fotografa danese che ha aderito al progetto, ospitando i viaggiatori e mostrando loro la sua città, Horsen. Nonostante il clima non certo primaverile, la pioggia è stata loro risparmiata, ma la difficoltà del mezzo di ripresa non facilita il compito di mostrare ciò che hanno potuto vedere. [A.B.]

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Il nuovo aggiornamento di The Big Picture sull’Afghanistan tiene vivo il nostro interesse per una guerra quasi dimenticata, dove però le persone continuano a morire. Alcune foto sono davvero toccanti, altre spettacolari, ma in tutte è possibile scorgere il lato oscuro della guerra, quella sottile linea rossa che rende i momenti normali quasi straordinari, anormali. [A.B.]

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SLRGear ha testato l’obiettivo per formato micro-QuattroTerzi Olympus 9-18mm f/4-5.6 ED, un obiettivo grandangolare (equivalente ad un 18-36) non molto luminoso ma dalla buona dotazione. La costruzione è buona, nonostante il barilotto plastico e la estrema leggerezza dell’insieme (circa 150g di peso). Interessante la possibilità di ritrarre la lente in posizione di riposo, rendendola davvero compatta. La nitidezza è buona già dalla massima apertura, nonostante in questo caso mostri bordi un po’ soffici. Chiudendo il diaframma anche di un solo stop, diventa ottima in ogni zona, mostrando un comportamento omogeneo ad ogni focale. La distorsione è contenuta (e facilmente correggibile) e la vignettatura è ben controllata. Un po’ elevata, invece, l’aberrazione cromatica, percepibile soprattutto alle focali centrali. Un obiettivo dalle ottime prestazioni, ridotte dimensioni e peso, un connubio perfetto per le già compatte micro-QuattroTerzi, un insieme che entrerà facilmente nelle tasche dei vostri pantaloni (se avete le tasche abbastanza larghe, ovviamente). [A.B.]

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Il Forte di Bard è il luogo ideale per ospitare la mostra “Les yeux de la guerre. Congo et Somalie”, reportage del fotografo Ugo Lucio Borga su due sanguinose e dimenticate guerre che hanno sconvolto i territorio africani di Congo e Somalia. Immagini di alta qualità, con uno stile personale e profondo, con il quale il fotografo cerca di mostrare il lato umano dei conflitti, dalla parte di chi lo subisce ogni giorno. [A.B.]

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A Reggio Emilia sarà presentata la mostra “Immagini del settimo giorno”, alla quale sarà presente lo stesso autore Michael Kenna, dove saranno presentate quasi 300 foto suddivise tra mostra antologica e da alcuni reportage su Reggio Emilia, Venezia e sui campi di concentramento nazisti. Un autore da conoscere che mostra un occhio eccezionale, anche laddove milioni di fotografi hanno scattato le loro foto, riuscendo sempre a cogliere lati inaspettati e sentimenti incongrui. Una mostra di sicuro interesse. [A.B.]

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Photozone ha testato un obiettivo dal progetto abbastanza datato, il Canon 35mm f/1.4 USM L. La distorsione è presente ma contenuta, mentre lo stesso non si può dire della vignettatura, elevata a tutta apertura fino a f/2.8. La caduta di luce si fa poco percepibile da f/4 in poi. L’aberrazione cromatica è virtualmente assente, mentre quella laterale è molto più visibile. La nitidezza è un chiaro sintomo di bipolarismo, che spesso affligge queste lenti dalla grande apertura. Al centro è sempre ottima, a tratti eccellente. Ai bordi, al contrario, è buona solo da f/4 in poi, mentre alle aperture maggiori resta abbondantemente sotto i limiti della sufficienza. C’è però da dire che, solitamente, con obiettivi di tale apertura si tende a sfruttare la nitidezza al centro ed il bokeh ai bordi, per cui i problemi di nitidezza potrebbero anche passare in secondo piano a quelle aperture. [A.B.]

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