
Umidità, fitta vegetazione, pioggia costante e guerra. Questo il paesaggio tipico del Vietnam 35 anni fa.
35 anni fa, con la caduta di Saigon, è terminata la guerra del Vietnam, una delle guerre più sanguinose e più discusse della nostra storia. Ancora oggi, nell’immaginario collettivo, il Vietnam è sinonimo di guerra, grazie all’ampia copertura mediatica che ha avuto durante il suo svolgimento, ma anche in seguito, grazie agli innumerevoli documentari ad essa dedicata ed ai film che ne hanno cantato gli avvenimenti (solo per citare i più famosi: Platoon, Apocalypse Now, Full Metal Jacket, Nato il 4 Luglio,Rambo). The Big Picture cerca di riportare alla mente le emozioni di quegli anni, evitando di voler riassumere tutti gli avvenimenti in pochi scatti. Le fotografie sono altamente evocative, spesso crude, ma ci mostrano il vero aspetto della guerra ed anche il difficile mestiere dei reporter in una delle prime esperienze fotografiche di guerra. [A.B.]
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I posti più belli ed affascinanti del mondo, molto spesso, sono anche i più poveri. Viaggiare in questi posti e fotografare le genti e il loro modo di vivere è sicuramente un modo per appagare noi stessi ed al contempo portare un piccolo contributo alla loro causa. Nel fare questo, però, è necessario tenere un corretto comportamento verso di loro e verso noi stessi, per evitare di svilire la dignità umana e per non influenzare eccessivamente la vita locale. Photographers ha pubblicato un interessante articolo in questo senso, che tenta di dare alcuni piccoli ma importanti consigli di comportamento. [A.B.]
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Una delle parti più delicate nelle moderne fotocamere è l’otturatore, tant’è che solitamente le case rilasciano una stima della vita media dell’otturatore espressa in migliaia di scatti. Non che si tratti di una data certa, non capita di rado che tale componente duri molto di più o molto di meno rispetto a tale numero, però è un valore al quale fare riferimento per conoscere il tipo di utilizzo che è stato fatto con un certo esemplare, magari se state pensando di acquistarlo sul mercato dell’usato. Digital Photography School ha pubblicato un articolo abbastanza completo dove spiega dettagliatamente come conoscere il numero di scatti effettuati da una macchina, anche se non per tutti i modelli e tutte le marche questa operazione è possibile. [A.B.]
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Ricoh ha annunciato l’uscita di un nuovo modulo per la sua fotocamera GXR: si tratta del P10 28-300mm f/3.5-5.6 VC, dotato di un piccolo sensore da 1/2.3″ (tipico delle fotocamere compatte) e 10MPixel, accoppiato ad un ottica zoom di oltre 10x, equivalente ad una focale di 28-300mm non molto luminosa ma dotata di stabilizzatore ottico. Capace di registrare 5 scatti in formato RAW per secondo e con sensibilità fino a 3200 ISO, è anche dotata di registrazione video con risoluzione HD a 30fps. Un modulo base, dunque, che porta questa efficiente macchina ad un livello più basso, più o meno come le compatte di alto livello. L’unico pregio è il prezzo, decisamente ridotto rispetto agli altri moduli. [A.B.]
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Lightroom è uno dei più avanzati programmi per la gestione del flusso fotografico digitale, che unisce funzionalità di importazione e catalogazione a quelle tipiche del fotoritocco, permettendo inoltre di gestire l’esportazione, la stampa ed anche la creazione di webgallery o presentazioni video senza la necessità di programmi di terze parti. Il corso organizzato dall’Istituto Italiano di Fotografia mira proprio a far conoscere le potenzialità di questo modo di lavorare, partendo dalle basi degli strumenti a disposizione fino alla gestione degli aspetti più avanzati ed a volte tralasciati ad altri corsi, come ad esempio l’utilizzo efficace ed intensivo degli shortcut da tastiera. Il costo d’iscrizione comprende anche quello di associazione e considerando le 15 ore totali del corso è ampiamente accettabile. [A.B.]
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Una nuova diatriba sul fotoritocco è scoppiata in Spagna. Alcune foto del Principe delle Asturie sono finite sul quotidiano El Mundo accusate di essere un copia/incolla del viso del Principe e non differenti scatti con le divise delle tre forze armate. Il fotografo ha prontamente smentito, pubblicando sul proprio sito le foto incriminate che sono poi state analizzata da un esperto che ne ha confermato l’autenticità. Anche a noi, nonostante l’estrema similarità, sembrano scatti differenti e non elaborazioni digitali, ma ci chiediamo se tale discussione sia molto diversa da quella portata avanti dai diffusissimi giornali di gossip, in quanto poco importa se delle foto di tale livello siano originali o siano create al computer. [A.B.]




