Goodmorning 09.06.10

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Canon 7D a sinistra, Olympus E-PL 1 a destra, a 3200 ISO. Sembra chiara la superiorità della Olympus, ma non è tutto oro quel che luccica.

Canon 7D a sinistra, Olympus E-PL 1 a destra, a 3200 ISO. Sembra chiara la superiorità della Olympus, ma non è tutto oro quel che luccica.

In un recente post su un blog dedicato al formato micro-QuattroTerzi (e piuttosto seguito a livello internazionale), è stato pubblicato con toni entusiastici un link relativo ad un post sul forum di DP Review. Nel post si afferma come la recente Olympus EPL-1 risulti superiore in condizioni di bassa illuminazione rispetto alla Canon 7D. Al di là delle buone prestazioni generali della piccola di casa Olympus, risulta difficile credere a questa affermazione. Leggendo brevemente il post incriminato, infatti, si scopre come l’immagine allegata sia relativa a scatti effettuati in JPG, dove oltre alla bontà del sensore intervengono i parametri di conversione quali nitidezza, contrasto, saturazione e, guardacaso, riduzione del rumore. Appare infatti evidente come l’immagine Canon risulti meno satura, meno contrastata e con poca nitidezza, mostrando comunque un rumore di poco superiore a quello della Olympus. Osservando gli scatti nativi in RAW, inoltre, emergono le vere qualità delle due macchine, con un netto predominio della Canon (come da pronostico). Cogliamo dunque l’occasione per dimostrare come i test casalinghi che si trovano in giro per la rete non sempre siano affidabili, soprattutto quando condotti da persone inesperte o addirittura di parte. Se proprio volete fare un confronto prettamente tecnico, tra diverse macchine, (cosa che fra l’altro lascia il tempo che trova, perché si fanno ottimi scatti con una qualunque delle macchine oggi sul mercato) ci sono strumenti molto più affidabili, come ad esempio i test sui sensori di DxO Mark o i grafici MTF di Photozone. [A.B.]

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A sole poche ore dall’annuncio ufficiale di Adobe Lightroom 3, sono già online diverse risorse interessanti, fra recensioni, changelog, video introduttivi ed addirittura libri stampati. Inoltre abbiamo avuto modo di provare la trial, comunque in versione completa, ed i nuovi controlli di nitidezza e riduzione rumore sono a dir poco rivoluzionari. Anche il motore stesso di conversione RAW sembra molto ottimizzato, restituendo maggiore dettaglio e migliori colori a parità di impostazioni con la vecchia versione. Molto utili anche le nuove capacità di autocorrezione dei difetti delle lenti (anche se ancora non abbiamo capito come utilizzare i profili personalizzati), il watermarking, la nuova interfaccia di importazione. La direzione presa da Adobe, dunque, è quella di realizzare un prodotto maggiormente dedicato ai professionisti, mentre al contrario Apple sembra voler accattivarsi l’utenza più casual e meno smaliziata, con le sue features di riconoscimento dei volti e dei luoghi (che in ogni caso non dispiacerebbero anche ai professionisti). [A.B.]

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La mostra “Time and Space“, a cura di Fulvio Bortolozzo, raccoglie le fotografie di tre autori (Fabrizio Amort, Francesco Germinara, Marco Masanotti) su tre temi differenti, ma che indagano tutte sulle dimensioni dello spazio e del tempo, sia attraverso l’analisi di grandi aree, come i parchi gioco o i parcheggi sotterranei, sia nei meccanismi estremamente piccoli e delicati come quelli degli orologi meccanici. La mostra, ad ingresso gratuito, avrà come location il suggestivo e moderno centro Villa Gualino, sulle colline torinesi, dal 5 Giugno al 4 Settembre (Agosto escluso). [A.B.]

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Zeiss ha annunciato una nuova ottica dedicata alle reflex Nikon, il Distagon 25mm f/2.8 ZF.2. Grazie alla nuova baionetta con contatti elettronici, i dati di scatto (come lunghezza focale, apertura di diaframma, ecc…) vengono passati alla fotocamera ed utilizzati per calcolare la corretta esposizione, oltre ad essere salvati automaticamente nei file immagine. L’impostazione del diaframma e la messa a fuoco rimangono ovviamente manuali (come da tradizione Zeiss per le ottiche compatibili), ma per lo meno sarà possibile utilizzare le varie modalità di esposizione permesse dai corpi macchina Nikon. Le doti di robustezza e qualità ottica non sembrano in discussione, almeno per ciò che Zeiss ci ha fatto vedere negli ultimi anni, ed anche il prezzo è piuttosto accessibile, di certo lontano dagli eccessi di altri obiettivi. [A.B.]

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In un mercato fotografico sempre più difficile, dominato dal micro-stock e da una forte concorrenza, suscita contrastanti sentimenti l’articolo sulle fotografie più costose della storia di Quesabesde. Da una parte fa piacere che certe opere vengano valutate per la loro bellezza (anche se forse le valutazioni sono un po’ eccessive), mentre dall’altra si nota facilmente come le fotografie più quotate non siano dei maestri più conosciuti (Ansel Adams, Henry-Cartier Bresson, Rober Capa, solo per fare qualche nome) e che in generale non sia la bellezza o l’innovazione della tecnica (aspetti su cui gli appassionati si concentrano maggiormente) a decretarne il valore, quanto più il loro significato, l’autore o il periodo in cui sono state scattate. [A.B.]

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