Goodmorning 16.06.10

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samyang 8mm fisheyeGli obiettivi fisheye sono l’incarnazione estrema degli ultragrandangolari. Raggiungono angoli di campo elevatissimi, spesso di 180°, mostrando per contro una spiccata distorsione da cui deriva il nome. Il Samyang 8mm f/3.5 Fisheye è una delle ultime proposte sul mercato. La costruzione di livello elevato è bilanciata dall’assenza di qualsiasi automatismo o funzione elettronica, mantenendo il prezzo largamente al di sotto dei concorrenti. Considerando la profondità di campo praticamente illimitata (impostando l’iperfocale, si avrà tutto a fuoco da 60cm ad infinito già a tutta apertura) e la particolarità di questo obiettivo, è probabile che questa lente sarà un best seller. Le prestazioni confermano largamente le attese: la distorsione è ovviamente elevata, ma non estrema come altri obiettivi simili. La nitidezza è invece molto buona già a tutta apertura, con angoli che soffrono un po’ fino a f/5.6. Non ci saremmo mai aspettati prestazioni di così alto livello. La vignettatura non è un grosso problema, mantenendosi sotto i valori di guardia, così come l’aberrazione cromatica. Buona la resistenza a flare e ghosting, nonostante lo schema ottico abbastanza estremo. Se dunque siete rimasti affascinati da questo tipo di ottica, l’acquisto del Samyang è fortemente consigliato, in virtù del suo prezzo ridotto e delle sue ottime prestazioni. [A.B.]
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Inizia domani la manifestazione Reportage Atri Festival, organizzata nell’omonima città sull’Adriatico e dedicata al reportage del tempo moderno. Tante le iniziative, che oltre ad eventi ed incontri vedono organizzate moltissime mostre, con fotografie provenienti da ogni parte del mondo, sia da affermati professionisti che da brillanti giovani emergenti. I servizi trattano di avvenimenti di cronaca, come il terremoto di Haiti, ma anche più culturali e profondi, come quella dedicata a direttori d’orchestra e solisti oppure delle condizioni di ex zone di guerra come il Kosovo. Numerosi anche gli incontri con giornalisti di reportage ed esperti dell’editoria, che cercheranno il filo conduttore di un mestiere sempre più difficile e sempre meno considerato nel mercato moderno dell’informazione. Date uno sguardo al programma e pianificate le vacanze. [A.B.]
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Tra le compatte evolute, la Canon G11 si è sempre distinta per le sue eccellenti prestazioni. Anche nelle precedenti incarnazioni (G9 e G10), la Canon è sempre stata considerata la regina della categoria, di recente messa in discussione dal buon successo guadagnato dalle micro-QuattroTerzi. Nonostante le dimensioni non propriamente tascabili, la G11 risulta comunque più piccola e compatta delle varie EVIL e soprattutto delle reflex. Quest’ultima versione, inoltre, ha destato scalpore per via del sensore con minore risoluzione rispetto al precedente modello, 10Mpixel contro i 14MPixel della G10. Questo ha però comportato un miglioramento notevole nelle prestazioni ad alti ISO, con scatti pienamente utilizzabili anche a 1600. Ottima poi la costruzione e la disposizione dei comandi, con due ghiere dedicate alla sensibilità ISO ed alla compensazione dell’esposizione, facendo meglio addirittura di molte reflex. Il costo oggi piuttosto competitivo la rende dunque una soluzione interessante per i fotoamatori che non sempre possono portarsi dietro la reflex ma non vogliono rinunciare al pieno controllo sui propri scatti. [A.B.]
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Paola Serino ha dedicato due interi mesi a fotografare la vita all’interno dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, due mesi necessari a catturare quei momenti che ora possiamo ammirare nella mostra “En face”: la dura vita fatta di allenamenti, prove estenuanti e profondo studio del proprio corpo; un lavoro incessante per raggiungere la perfezione nei movimenti e nelle posture, un metodo rigido ed inflessibile, che si scontra con l’espressività dei ragazzi nei momenti di relax, dove le tensioni si scaricano ed il loro carattere si espande senza più limiti. [A.B.]
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E’ una delle proposte più innovative nella fotografia digitale degli ultimi anni. Probabilmente la più innovativa dalla nascita delle prime reflex digitali. La Ricoh GXR è infatti una macchina dal corpo compatto, essenziale, che fa parte della categoria EVIL (Electronic Viewfinder Interchangable Lens) ma che porta questo concetto ancora più all’estremo: oltre a cambiare l’ottica, infatti, questa fotocamera permette di cambiare anche il sensore, potendo dunque utilizzare sensori più grandi o più piccoli a seconda delle esigenze. Il contro di questa soluzione è l’elevato costo dei moduli, poiché oltre all’ottica vi è incluso anche il costo del sensore. La qualità delle immagini è dunque fortemente dipendente dal modulo utilizzato: l’A12 50mm f/2.5 Macro ha un sensore APS-C ed un ottica pancake di buona qualità, ha capacità video discrete (non raggiunge la risoluzione FullHD ma garantisce bitrate elevati a 24FPS) ed ottime performance ad alti ISO. Per contro, il modulo S10 24-72mm f/2.5-4.4 VC ha prestazioni più simili ad una compatta, con un piccolo sensore da 10Mpixel ed un ottica non molto luminosa, dotato però di stabilizzatore ottico. Ancora più limitate le capacità di registrazione video, che raggiungono solo la risoluzione di 640*480 pixel. [A.B.]

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