Goodmorning 14.09.10

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L'ottica del vostro bisnonno sulla macchina di vostro nipote. Magie della fotografia.

L'ottica del vostro bisnonno sulla macchina di vostro nipote. Magie della fotografia.

Il Voigtlander Heliar 50mm f/3.5 è un obiettivo il cui progetto originale risale ai primi del 900, prodotto di recente in una serie limitata celebrativa con attacco M39 per Leica. Photozone non si è lasciata sfuggire l’occasione di testarlo sulla EVIL Sony NEX-5. Caratterizzato da un desing per noi inusuale (con la ghiera di messa a fuoco vicino alla base e quella per la selezione del diaframma vicino alla lente frontale), è un obiettivo normale retraibile, dalla non eccelsa luminosità ma dalle buona caratteristiche ottiche: la nitidezza è eccellente al centro già da tutta apertura, mentre ai bordi resta sempre tra il sufficiente ed il buono. Distorsione, aberrazione cromatica e lateral, vignettatura sono per lo più assenti o poco visibili. Una dimostrazione di come le cose le sapessero fare bene anche senza computer e software di simulazione. [A.B.]

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Continuando sulla stessa strada intrapresa, Photozone ha anche testato il Leica Summarit-M 50mm f/2.5, altro normale non troppo luminoso dedicato sempre al marchio tedesco. Anche quest’ottica mostra ottime doti di nitidezza (al centro) e bassa distorsione, pur presentando una certa aberrazione cromatica ed una nitidezza ai bordi non eccezionale. Considerato il prezzo piuttosto poco abbordabile (giustificato in parte dall’eccellente costruzione), questo obiettivo Leica è un prodotto più indicato per gli appassionati del marchio che per un utilizzo intenso nella vita reale. [A.B.]

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Sarà capitato un po’ a tutti di vedere una fotografia e di pensare che non sarebbe stato difficile scattarla noi stessi, in simili condizioni. Come giustamente sottolineato da Adolfo Trinca, però, una foto non è fatta dalla sola attrezzatura, dalle condizioni o dalle impostazioni, ma è tutta una conseguenza dell’esperienza di chi ha pensato ed effettuato lo scatto. Se ci pensiamo, infatti, una buona attrezzatura, così come una buona posizione o i giusti dati di scatto, sono diretta conseguenza di ciò che sappiamo, degli sbagli che abbiamo fatto, delle cose che abbiamo letto. Si può quindi dedurre che la cosa più importante che rende buoni fotografi (oltre all’istinto che, purtroppo, non si può imparare) è l’esperienza. E su questo non possiamo che essere d’accordo. [A.B.]

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Sono passati 9 anni da quel terribile 11 Settembre 2001 che ha mostrato in diretta TV l’orribile spettacolo di migliaia di morti nell’abbattimento delle Twin Towers. The Big Picture ha dedicato la sua galleria alle manifestazioni in ricordo di quella tragedia, ai cantieri della ricostruzione ed a tutte quelle persone che hanno perso i propri cari quel giorno. [A.B.]

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DP Review ha analizzato approfonditamente il nuovo Sigma 70-200mm f/2.8 EX DG OS HSM, telezoom luminoso e stabilizzato disponibile per i più diffusi sistemi sul mercato (Canon, Nikon, Pentax, Sigma, Sony). Nonostante il prezzo non certo ridotto (ma comunque in linea con prodotti dello stesso tipo), le prestazioni sono buone, con un’ottima nitidezza (che migliora notevolmente chiudendo di uno stop) e bassa presenza di difetti quali distorsione ed aberrazioni. La vignettatura è un problema solo sul pieno formato, e si risolve nuovamente chiudendo a f/4. La stabilizzazione ottica mostra un funzionamento solo leggermente inferiore rispetto agli ultimi esemplari Canon e Nikon, ma permette comunque di guadagnare almeno 2-3 stop sul tempo di sicurezza. Una reale alternativa, dunque, ai costosi corrispettivi originali, anche se non allo stesso livello  soprattutto per quanto riguarda la nitidezza e la stabilizzazione. [A.B.]

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Un altro importante riconoscimento alla fotografia italiana, stavolta al femminile, viene dal premio “Prix Canon de la Femme Photojournaliste 2010″ assegnato a Martina Bacigalupo in riconoscimento del suo lavoro “Uganda: the resistance of the forgotten” incentrato su una madre ugandese che cerca di sopravvivere proteggendo i propri figli dalla violenza e dalla guerra. [A.B.]

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Si tratta per lo più di speculazioni, e probabilmente poco fondate, quelle che parlano di un nuovo sistema Canon EIS (Electro Image System) che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare l’azienda giapponese nel mercato EVIL. Si parla di nuove fotocamere ibride (a metà strada tra foto e videocamera), dotate di sensore da 22 Mpixel back-illuminated con fattore di crop 2x, sensibilità ISO espansa da 25 a 25600, fino a 6FPS a piena risoluzione o 20FPS a 5,5Mpixel, nonché la retrocompatibilità (tramite adattatore) con tutte le ottiche EF, anche per quanto riguarda la parte elettronica (autofocus, stabilizzazione, ecc…). Che dire, sarebbe il sogno di molti appassionati della marca biancorossa (compreso il sottoscritto), ma diversi indizi lasciano pensare che sono appunto solo speculazioni: Canon non ha mai accennato a sensori back-illuminated né tantomeno ad un formato differente dai classici FullFrame, APS-H ed APS-C. Anche la risoluzione appare quantomeno eccessiva in un sensore di tali dimensioni, che mal si concilia con sensibilità ISO così elevate (in confronto, la 7D con un sensore più grande e con meno risoluzione si ferma a 12800 ISO). Speriamo solo di conoscere a breve le intenzioni di Canon in questo segmento, sempre che vi trovi interesse. [A.B.]

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