Da bambino, una delle domeniche tipiche, in primavera o autunno, consisteva nell’uscire con i miei genitori alla ricerca dei “polacchi”. Non era infatti infrequente imbattersi nelle bancarelle di questi ambulanti, spesso venuti in Italia con viaggi organizzati al solo scopo di riuscire a vendere oggetti di varia natura. Mio padre acquistò una di queste occasioni, più per i suoi figli che per se: una vecchia reflex dotata di esposimetro, ed alcune lenti. Nacque quel giorno il mio rapporto di amore/odio per la fotografia, mentre cercavo di mettere a fuoco con un vetrino smerigliato buio e piccolo, cercando di capirci qualcosa tra diaframma, tempi ed ASA (così si chiamava la sensibilità della pellicola, allora…).
Oggi sono riuscito a recuperare questi vetri, tutti con attacco a vite M42, per capire come se la cavano al confronto con le ottiche più moderne. Vi presento il Pentacon 29mm f/2.8 MC Auto.





