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La Fotografia: con altri occhi

Pentacon 135mm f/2.8 Auto

Scritto da Andrea Badiali 11 ottobre, 20102 commentiDa leggere in: 6:12 min.

Mio padre (babbo, come lo chiamo io) era anch’egli appassionato di fotografia, da giovane. Probabilmente poi, tra lavoro, famiglia e impegni vari, ha perso questa passione, indirizzata poi più verso il video. Doveva avere anche un buon corredo, una volta, andato poi perso chissà dove, tra mille traslochi e ristrutturazioni. Non è rimasto più molto, a parte una bellissima borsa in cuoio, un flash a torcia malfunzionante e qualche accessorio. Tra le sue cose, però, trovai questo gioiellino, il Pentacon 135mm f/2.8 Auto, con attacco a vite M42.

Pentacon 135mm f/2.8 Auto

Pentacon 135mm f/2.8 Auto con paraluce in posizione estesa

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2 commenti per: “Pentacon 135mm f/2.8 Auto”

  1. Federico says:

    Ciao, ri-complimenti per il blog. E’ sempre ricco di spunti e riflessioni, anche nelle piccole cose.
    Ho da fare una domanda però: la macchina come si comporta ad utilizzare ottiche senza elettronica?
    Semplicemente si preme lo scatto regolando tempo di scatto/ISO e basta? Come si deve “fare” fisicamente?
    Come si comporta nel misurare l’esposizione, dato che non ha informazioni sul diaframma?
    Grazie!

    • Ho risposto in parte in questo e nell’articolo precedete, e approfondirò la cosa nei successivi.
      In ogni caso, dipende.
      Alcune macchine (tipo la mia 1D Mark II N) permettono di utilizzare comunque l’esposimetro (dopo aver selezionato l’apposita opzione nelle Custom Function): io utilizzo la modalità Av, selezionando sulla macchina il diaframma f/1.0 (in realtà fittizzio) e utilizzando poi la ghiera dei diaframmi manuale dell’ottica. La macchina calcola così il tempo di scatto, in modo abbastanza preciso, anche se chiudendo progressivamente il diaframma bisogna compensare una certa sovraesposizione.
      Altre macchine invece non permettono di utilizzare l’esposimetro senza un obiettivo elettronico collegato (ad esempio la mia vecchia Canon 400D), quindi o si va un po’ a caso (facendo prove e calcolando a mente +1 Stop diaframma/-1 stop tempo, ecc..), oppure si utilizza un adattatore con chip, che consente inoltre di attivare la conferma di messa a fuoco.
      E’ vero che un adattatore elettronico costa di più (circa 30€ contro i 5€ scarsi di uno meccanico), ma di sicuro comporta molti meno problemi.

      By(t)e

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