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	<title>AltraOttica &#187; Come fare</title>
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	<description>La Fotografia: con altri occhi</description>
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		<title>Il corredo del lampista (o strobist)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce è una parte fondamentale della nostra passione, tant&#8217;è che fa parte delle parola che la descrive: foto (luce) e grafia (scrivere). L&#8217;illuminazione ambientale è la prima luce che impariamo a sfruttare, perché è naturale, sempre presente (in modo maggiore o minore) facile da usare. Presto però comincia a mostrare i suoi limiti: in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione--></p>
<div id="_mcePaste">La luce è una parte fondamentale della nostra passione, tant&#8217;è che fa parte delle parola che la descrive: foto (luce) e grafia (scrivere). L&#8217;illuminazione ambientale è la prima luce che impariamo a sfruttare, perché è naturale, sempre presente (in modo maggiore o minore) facile da usare. Presto però comincia a mostrare i suoi limiti: in interni è spesso scarsa, nelle ore centrali della giornata è troppo dura, abbiamo poche possibilità di modificarla o influenzarla.</div>
<div id="_mcePaste">Quasi tutte le reflex e compatte, di conseguenza, possiedono un flash, che però è poco potente e mal posizionato. Certo, permette di scattare quando la luce è poca o assente, ma i risultati non sono certo un granché.</div>
<div id="_mcePaste">I flash esterni vanno già meglio, hanno di solito una buona potenza e sono facilmente configurabili, inoltre permettono di utilizzare alcuni modificatori (diffusori, limitatori, filtri) che li rendono abbastanza versatili.</div>
<div id="_mcePaste">
<div id="attachment_2429" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Strobe-light.jpg" rel="lightbox[2388]"><img class="size-medium wp-image-2429" title="Strobe light" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Strobe-light-300x170.jpg" alt="Il flash off-camera vi aprirà un nuovo mondo..." width="300" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Il flash off-camera vi aprirà un nuovo mondo...</p></div>
<p>La cosa più intelligente e creativa che potete fare, però, è staccare il flash dalla macchina. Utilizzare l&#8217;illuminazione artificiale è infatti una tecnica estremamente potente, che vi permette di raggiungere ottimi risultati, a livello dei professionisti della carta patinata. Ovviamente, come tutte le tecniche, impone una certa dose di impegno nell&#8217;apprendere i rudimenti della luce, ma con un approccio pratico ed un po&#8217; di prove non è difficile raggiungere buoni risultati.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">In questo articolo ci occuperemo dell&#8217;attrezzatura necessaria, proponendo le soluzioni top di gamma ma anche quelle più economiche. E vi stupirete di quanto poco investimento vi servirà.</div>
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		<title>Come scegliere una macchina digitale (parte 2)</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segue dalla prima parte. Il display è anche questo molto importante, poiché la quasi totalità delle compatte non monta più un mirino ottico, ma rende necessario inquadrare guardando il display. Questo dev&#8217;essere dunque abbastanza grande (almeno un 2,5&#8243; di diagonale) e molto luminoso. Purtroppo più sono grandi e luminosi, più consumano, quindi dotatevi di batterie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Parte elettronica-->Segue dalla <a href="http://www.altraottica.it/2010/01/05/come-scegliere-una-macchina-digitale-parte-1/" target="_self">prima parte</a>.</p>
<p>Il display è anche questo molto importante, poiché la quasi totalità delle compatte non monta più un mirino ottico, ma rende necessario inquadrare guardando il display. Questo dev&#8217;essere dunque abbastanza grande (almeno un 2,5&#8243; di diagonale) e molto luminoso. Purtroppo più sono grandi e luminosi, più consumano, quindi dotatevi di batterie di riserva.</p>
<p>La macchina deve permettere di selezionare manualmente i parametri di scatto, quali tempo ed apertura, valore ISO e bilanciamento del bianco. Se avete un minimo interesse a tirare fuori delle belle foto, dovete avere la possibilità di personalizzare questi parametri, altrimenti sarà inutile avere 12MPixel. A tal scopo, sarebbe inoltre opportuno sincerarsi della possibilità di salvare le foto in formato RAW, in modo da poterle elaborare al meglio con i vari RAW converter presenti sul mercato (Lightroom, Aperture, Phase One, ecc&#8230;). Purtroppo questa opzione è ad appannaggio delle fotocamere più evolute, e costose.<span id="more-1460"></span></p>
<div id="attachment_1506" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Schede_memoria.jpg" rel="lightbox[1460]"><img class="size-medium wp-image-1506" title="Schede_memoria" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Schede_memoria-300x300.jpg" alt="Fondamentalmente sono tutte uguali, ma praticamente dovete prestare loro molta attenzione." width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fondamentalmente sono tutte uguali, ma praticamente dovete prestare loro molta attenzione.</p></div>
<p>Le immagini vengono il più delle volte salvate su schede di memora SD, economiche e capienti, nonché facilissime da trovare. Una scheda da 2GByte costa all&#8217;incirca 6€ e sarà perfetta per i vostri scopi. Alcune marche preferiscono affidarsi al altre tipologie di memoria: Sony, ad esempio, utilizza esclusivamente schede MemoryStick, mentre Fuji utilizza le XD. Questo è un grosso problema, poiché le schede di questo tipo sono coperte da diritti di utilizzo e costano mediamente il doppio o più rispetto alle SD. In ogni caso, vi consigliamo di dotarvi di più schede di piccolo taglio (compatibilmente con la dimensione dei file), piuttosto che di un&#8217;unica scheda di grandi dimensioni. Questo perché è facile imbattersi in schede difettose e nel caso una scheda si rompesse, perdereste solo parte delle foto, mentre nel caso disponeste di un&#8217;unica scheda, perdereste tutti i vostri scatti.</p>
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		<title>Come scegliere una macchina digitale (parte 1)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2010/01/05/come-scegliere-una-macchina-digitale-parte-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 12:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
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		<description><![CDATA[La macchina fotografica è l&#8217;elemento essenziale che ci permette di praticare la nostra passione. Senza, non potremmo fissare su carta (o su bit) ciò che vediamo e che vogliamo trasmettere ad altri. La scelta della macchina fotografica più adatta alle nostre esigenze è, ovviamente, la cosa più importante, sia per i fotoamatori evoluti, sia per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione-->La macchina fotografica è l&#8217;elemento essenziale che ci permette di praticare la nostra passione. Senza, non potremmo fissare su carta (o su bit) ciò che vediamo e che vogliamo trasmettere ad altri. La scelta della macchina fotografica più adatta alle nostre esigenze è, ovviamente, la cosa più importante, sia per i fotoamatori evoluti, sia per chi si avvicina per la prima volta a questa arte.</p>
<p>Con questa serie di articoli cercheremo di fornire i migliori consigli per poter ricercare la soluzione ottimale, non limitandoci ad indicare i modelli che risultano più adatti per una determinata tipologia di utenza, ma cercando di spiegare le varie componenti che devono essere tenute in considerazione quando ci accingiamo ad acquistare la macchina dei nostri sogni.</p>
<p><span id="more-1408"></span></p>
<div id="attachment_1488" class="wp-caption alignleft" style="width: 332px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Compatte-varie.jpg" rel="lightbox[1408]"><img class="size-medium wp-image-1488" title="Tutti noi sognamo di poterci costruire la nostra macchina ideale. Purtroppo dobbiamo adattarci a quel che c'è." src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Compatte-varie-300x200.jpg" alt="" width="322" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Tutti noi sognamo di poterci costruire la nostra macchina ideale. Purtroppo dobbiamo adattarci.</p></div>
<p>In passato, quando ancora la fotografia comportava l&#8217;impressione di una pellicola sensibile alla luce, la scelta della macchina fotografica era di gran lunga più semplice. Oggi, invece, ci troviamo ad avere decine di parametri da valutare, poiché anche un piccolo particolare può fare una grande differenza.</p>
<p>La prima e fondamentale scelta è il tipo di macchina da acquistare. Le categorie principali sono 2, ovvero le compatte (più o meno evolute) e le reflex (includendo in questa categoria anche le micro-QuattroTerzi).</p>
<p>Le prime sono ovviamente più piccole e discrete, hanno prestazioni buone con una luce sufficiente, un&#8217;alta risoluzione e la possibilità di registrare rudimentali video.</p>
<p>La comodità ovviamente va a scapito della qualità dell&#8217;immagine, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, sono dotate di flash a bassa potenza e situato in una posizione poco utile e soprattutto, non consentono il cambio degli obiettivi.</p>
<p style="text-align: left;">Le seconde sono il meglio che un fotoamatore possa desiderare. Permettono, innanzitutto,  di cambiare le ottiche per adattarsi alle varie tipologie di foto, garantiscono un&#8217;alta qualità di immagine sia con molta che con poca luce, hanno la possibilità di scattare &#8220;raffiche&#8221; di fotografie in sequenza nell&#8217;arco di un secondo ed hanno sistemi di messa a fuoco elettronica all&#8217;avanguardia. Per contro hanno dimensioni e peso più elevati, tanto che, spesso, si evita di portarle con se in ogni occasione.</p>
<p>Tra queste due categorie possiamo però trovare dei punti d&#8217;incontro. Le compatte più evolute (o bridge, chiamate così perché fanno da ponte tra le due categorie) hanno dimensioni e peso importanti, ma permettono prestazioni più elevate della media della categoria. Come prezzo si avvicinano alle reflex entrylevel, che però sono leggermente più voluminose e pesanti ma hanno in ogni caso una qualità superiore ed il fondamentale vantaggio di poter cambiare la lente.<br />
Se dunque il fattore prezzo si rivela una variabile importante e, per certi versi, imprescindibile, è al contempo necessario comprendere appieno le proprie esigenze.</p>
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		<title>Bianconero in Photoshop</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/12/13/bianconero/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Aleardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[bianconero]]></category>
		<category><![CDATA[Photoshop]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tutorial che segue si basa su Photoshop nella sua versione CS3 ma con un po&#8217; di accortezza potrete adattarlo senza problemi ad uno dei numerosi software di ritocco presenti sul mercato. E&#8217; sufficiente che tale software possa gestire livelli separati. Partiamo da una foto abbastanza semplice che ha però le caratteristiche adatte ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Intro e preparazione file--></p>
<p style="text-align: left;">Il tutorial che segue si basa su Photoshop nella sua versione CS3 ma con un po&#8217; di accortezza potrete adattarlo senza problemi ad uno dei numerosi software di ritocco presenti sul mercato. E&#8217; sufficiente che tale software possa gestire livelli separati. Partiamo da una foto abbastanza semplice che ha però le caratteristiche adatte ad una buona conversione bianconera. <img class="alignleft size-medium wp-image-1208" title="cover" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/cover-300x198.jpg" alt="cover" width="300" height="198" />Come sapete, infatti, non tutte le nostre immagini si adattano ad una conversione in tal senso. Certo, il digitale ci ha abituato bene, permettendoci di scattare file RAW, che contengono una ampia gamma di informazioni, e poi decidere di volta in volta se e quali immagini convertire.</p>
<p>Vedremo anche altri metodi di conversione in futuri articoli dato che questo è un metodo specifico che, pur garantendo un elevata qualità nella gamma tonale finale, si adatta in primo luogo agli amanti del bianconero un po&#8217; forte e contrastato. Per altri generi più &#8220;soft&#8221;, chiamiamoli così, si prevedono altri sistemi di conversione.</p>
<p><span id="more-1181"></span></p>
<p>Cominciamo.</p>
<div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-download-caption_box stb_caption' >Download del file usato nel tutorial</div><div class='stb-download-body_box stb_body' >Se volete potete scaricare il file che abbiamo usato in questo tutorial. Per esigenze di spazio (ma più che altro di banda) non abbiamo potuto includere il file RAW originale, che era quasi 15 Megabyte. Abbiamo quindi includo il file JPEG in alta qualità e nella dimensione originale (meno di 4 Mb). Lo potete scaricare <a title="Il file usato nell'esempio" href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/originalebn.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1181]">direttamente da qui</a>. </div></div>
<p>A volte, a seconda dell&#8217;immagine iniziale, è consigliabile ridistribuire la gamma tonale per dare un po&#8217; più di &#8220;corpo&#8221; alla foto, prima di iniziare. Questo è vero soprattutto parlando di fotografia digitale, dove il file che esce dalla macchina di solito pecca un po&#8217; nel contrasto. Per farlo andremo ad aumentare un po&#8217; i &#8220;neri&#8221; e a schiarire i semitoni.</p>
<p>Andate nel menu &#8220;<em>immagine -&gt; regolazioni -&gt; Correzione colore selettiva&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Impostate il menu di selezione sui NERI ed applicate un leggero aumento degli stessi spostando la barra dei neri, appunto, nell&#8217;ordine di percentuali basse, come ad esempio 4% oppure 6%.<br />
In casi rari ci spingeremo oltre questi valori, a meno che la foto non sia davvero povera per quel che riguarda i toni scuri.</p>
<div id="attachment_1182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 376px"><img class="size-full wp-image-1182" title="Aumentiamo i neri" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/01.jpg" alt="Aumentiamo i neri" width="366" height="299" /><p class="wp-caption-text">Aumentiamo i neri</p></div>
<p>Facciamo la stessa cosa sui toni neutri, ma stavolta con valore negativo. Andremo quindi a &#8220;schiarire&#8221; un poco i toni medi della nostra foto. Di quanto? Anche qui, a seconda del risultato e della foto originale, ma un buon punto di partenza di solito è &#8220;la metà della percentuale usata per scurire i neri&#8221;. Se quindi prima abbiamo aumentato i neri del 4%, adesso useremo un valore negativo di -2%  come da figura:</p>
<div id="attachment_1183" class="wp-caption aligncenter" style="width: 384px"><img class="size-full wp-image-1183" title="Schiariamo i toni medi" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/02.jpg" alt="Schiariamo i toni medi" width="374" height="305" /><p class="wp-caption-text">Schiariamo i toni medi</p></div>
<div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-custom-caption_box stb_caption' >Perché non usare la correzione dei livelli?</div><div class='stb-custom-body_box stb_body' >Si poteva effettuare tutto questo intervenendo sulla palette &#8220;livelli&#8221; e spostando l&#8217;indicatore del punto di nero e quello del grigio medio, ma lavorare con la correzione colore selettiva e il suo metodo percentuale ci aiuta a mantenere un istogramma meno &#8220;danneggiato&#8221; al termine dell&#8217;intervento, il che è vantaggioso in termini di stampa.</div></div>
<p>Ora che abbiamo preparato il nostro file procediamo con la tecnica della forza e del contrasto. All&#8217;inizio potrà sembrarvi eccessivamente lunga, ne sono consapevole. In particolare coloro i quali non sono dotati di skill particolari o avanzate in Photoshop avranno un po&#8217; di difficoltà ad imparare il metodo a memoria. Sappiate che ciò è più che normale. Il nostro consiglio è quello di ripetere più volte il metodo, con immagini diverse. Anche due o tre volte durante la settimana, seguendo il presente tutorial. Già al termine della prima settimana eseguirete una buona metà del metodo senza bisogno di &#8220;sbirciare&#8221; la guida. Al termine della seconda settimana e dopo 7/10 ripetizioni questa guida sarà per voi già roba vecchia ;-)</p>
<p>Ve lo auguriamo.</p>
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		<title>Acquistare attrezzatura usata (parte 2)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/12/09/acquistare-attrezzatura-usata-parte-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Capire le condizioni di un obiettivo è un&#8217;operazi0ne molto più semplice. Le cose fondamentali da verificare sono due: le lenti e l&#8217;autofocus. Le lenti frontali e posteriori devono essere perfette. Non devono mostrare il benché minimo segno, graffio o scalfittura. Se proprio l&#8217;obiettivo fosse un affare, potreste soprassedere su qualche segno leggerissimo, che sarebbe visibile solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Next page..." src="http://www.altraottica.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><img title="Page Title : Gli obiettivi" src="http://www.altraottica.it/wp-content/plugins/multi-page-toolkit/buttons/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><!--pagetitle:L'obiettivo-->Capire le condizioni di un obiettivo è un&#8217;operazi0ne molto più semplice. Le cose fondamentali da verificare sono due: le lenti e l&#8217;autofocus.</p>
<p>Le lenti frontali e posteriori devono essere perfette. Non devono mostrare il benché minimo segno, graffio o scalfittura. Se proprio l&#8217;obiettivo fosse un affare, potreste soprassedere su qualche segno leggerissimo, che sarebbe visibile solo a piccole aperture di diaframma. Il mio consiglio è però di lasciare comunque perdere, perché un minimo danneggiamento al rivestimento superficiale antiriflesso potrebbe portare ad un progressivo peggioramento del problema, rendendo la lente inutilizzabile.</p>
<div id="attachment_1106" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Baionetta.jpg" rel="lightbox[952]"><img class="size-medium wp-image-1106" title="Baionetta" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Baionetta-300x192.jpg" alt="Questo attacco è un po' usurato, ma la lente posteriore è perfetta." width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Questo attacco è un po&#39; usurato, ma la lente posteriore è perfetta.</p></div>
<p>Anche l&#8217;autofocus deve agire in maniera impeccabile. Per gli obiettivi senza motore ultrasonico, un certo rumore ed una leggera lentezza nella messa a fuoco è del tutto normale, mentre per quelli che ne sono dotati il rumore dovrebbe essere praticamente inavvertibile ed il movimento, in buone condizioni di luce, poco meno che istantaneo.</p>
<p>C&#8217;è una ulteriore prova che dovreste effettuare, in teoria anche sulle lenti nuove, che serve ad evidenziare eventuali problemi di front/back-focus: un obiettivo con tale problema non mette a fuoco nel punto preciso che la macchina indica, ma in un piano leggermente più vicino o lontano, causando una messa a fuoco imperfetta o completamente errata. <span id="more-952"></span>Per verificare ciò, esistono dei piccoli grafici da stampare, i quali dovrebbero essere fotografati da un angolo di circa 45° ed a distanza ravvicinata, possibilmente con il treppiede, con la più grande apertura del diaframma consentita, mettendo a fuoco nel punto indicato. Analizzando poi la foto sul display, vi dovreste rendere immediatamente conto se il fuoco cade nel punto esatto o se è spostato più vicino o più lontano rispetto a voi. <a href="http://www.focustestchart.com/chart.html" target="_blank">A questo indirizzo</a> potrete trovare il foglio di test e tutte le istruzioni su come fare una prova il più possibile attendibile.</p>
<p>Ovviamente il difetto di front/back-focus deve rivelarsi assente, o in ogni caso il più limitato possibile, in quanto è un grave problema che può essere corretto solo mandando in assistenza l&#8217;obiettivo, con ovvie conseguenze quanto a spesa e tempo. Alcune macchine più recenti permettono di correggere la messa a fuoco, entro un certo limite, ma sarebbe sempre meglio disporre di obiettivi già precisi sotto questo aspetto. Se però disponete di una di queste macchine, e la taratura si rivelasse sufficiente, potreste chiedere un sostanziale sconto.</p>
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		<title>Acquistare attrezzatura usata (parte 1)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/12/02/acquistare-attrezzatura-usata-parte-1/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 15:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti noi vorremmo poterci permettere tutta l&#8217;attrezzatura che ci serve, la macchina perfetta, tutte le migliori ottiche, il miglior cavalletto sul mercato, ecc&#8230; Purtroppo solo pochissimi di noi possono effettivamente andare in un negozio (fisico o online) con la lista della spesa e stilare un ordine da qualche migliaio di euro. Per tutti gli altri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione-->Tutti noi vorremmo poterci permettere tutta l&#8217;attrezzatura che ci serve, la macchina perfetta, tutte le migliori ottiche, il miglior cavalletto sul mercato, ecc&#8230; Purtroppo solo pochissimi di noi possono effettivamente andare in un negozio (fisico o online) con la lista della spesa e stilare un ordine da qualche migliaio di euro. Per tutti gli altri, la parola d&#8217;ordine è risparmiare: il nostro budget dev&#8217;essere sfruttato al meglio, diretto all&#8217;acquisto dei migliori prodotti che possiamo permetterci e che più si adattano alle nostre esigenze.</p>
<div id="attachment_971" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Tele-rotto.jpg" rel="lightbox[847]"><img class="size-medium wp-image-971" title="Tele rotto" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Tele-rotto-300x225.jpg" alt="A nostro giudizio, questo obiettivo non è da acquistare..." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">A nostro giudizio, questo obiettivo non è da acquistare...</p></div>
<p>E&#8217; quindi ovvio rivolgersi, prima o poi, al mercato dell&#8217;usato. Fortunatamente nel mondo della fotografia il ricambio generazionale è abbastanza lento, ci sono ottiche con tecnologia di 10 anni fa che sono pari o superiori a prodotti più recenti, mentre alcune macchine fotografiche si difendono ancora bene contro le &#8220;sbarbatelle&#8221; appena uscite. Il risparmio, però, resta notevole: un obiettivo di 2 o 3 anni, in condizioni pari al nuovo, può essere pagato anche la metà del prezzo originale.</p>
<p>Tutto sta, quindi, nello scegliere accuratamente ciò di cui abbiamo bisogno e cercare poi nel mercato dell&#8217;usato le migliori offerte che ci vengono proposte.</p>
<p>Con questo articolo vi forniremo qualche utile indicazione su dove trovare, come valutare e come concludere l&#8217;acquisto delle varie tipologie di attrezzature, dalla macchina compatta alla professionale reflex digitale, passando per obiettivi, cavalletti, zaini e quant&#8217;altro vi possa servire nella vostra attività.<span id="more-847"></span></p>
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		<title>La fotografia in viaggio (parte 2)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/11/27/la-fotografia-in-viaggio-parte-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscere la propria attrezzatura Un errore tipico derivante dall’entusiasmo delle imminenti vacanze è l’acquisto di una nuova fotocamera a ridosso della partenza. Non ho nulla contro i nuovi modelli, ma è importante fare un acquisto sensato. Se, ad esempio, voglio passare dal mondo delle compatte a quello delle reflex in occasione di un bel viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><!--pagetitle:Conoscere l'attrezzatura--></h1>
<p><strong>Conoscere la propria attrezzatura</strong></p>
<p>Un errore tipico derivante dall’entusiasmo delle imminenti vacanze è l’acquisto di una nuova fotocamera a ridosso della partenza. Non ho nulla contro i nuovi modelli, ma è importante fare un acquisto <em>sensato</em>. Se, ad esempio, voglio passare dal mondo delle compatte a quello delle reflex in occasione di un bel viaggio in Polinesia, sarà opportuno fare l’acquisto almeno un mese prima della partenza per avere il tempo di <em>prendere confidenza </em>con la nuova macchina. Sbizzarritevi quindi a fotografare il vostro cane, o vostro figlio, o le auto che vi passano di fronte alla finestra di casa: il bello del digitale è che, una volta fatto l’acquisto, gli scatti hanno costo zero e vi permettono di conoscere meglio la nuova <span id="more-857"></span>attrezzatura.</p>
<p><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/reader.jpg" rel="lightbox[857]"><img class="alignleft size-medium wp-image-891" title="reader" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/reader-300x198.jpg" alt="reader" width="300" height="198" /></a>Un compagno prezioso, spesso sottovalutato, è il manuale di istruzioni. A volte viene fornita anche una guida rapida: un semplice foglio pieghevole che permette di avere sott’occhio le funzioni principali o i menu più utilizzati. Che si tratti di un manualetto o di un foglio, in base allo spazio a disposizione (ricordate: trekking = leggerezza, fly&amp;drive in Australia = corredo completo) sarà opportuno portare con sé una piccola guida che, all’occorrenza, potrà rispondere alle nostre domande.</p>
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		<title>Come scegliere un obiettivo</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/11/25/come-scegliere-un-obiettivo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[focale]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra tutte le componenti che ci permettono di scattare le nostre foto, l&#8217;obiettivo è forse quello che maggiormente ne influenza la qualità. Esistono lenti da 100 € e da 10.000 €, ma non sempre maggior qualità significa maggior prezzo. Tanto più se un obiettivo non è adatto al nostro modo di scattare e alle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione-->Tra tutte le componenti che ci permettono di scattare le nostre foto, l&#8217;obiettivo è forse quello che maggiormente ne influenza la qualità. Esistono lenti da 100 € e da 10.000 €, ma non sempre maggior qualità significa maggior prezzo. Tanto più se un obiettivo non è adatto al nostro modo di scattare e alle nostre esigenze.</p>
<p>Con questo articolo cercheremo di spiegare le caratteristiche che differenziano tra di loro gli obiettivi e forniremo qualche indicazione su come valutarne la qualità, sia ottica che strutturale.<span id="more-440"></span></p>
<p><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/All-Nikon-Lens.jpg" rel="lightbox[440]"><img class="alignleft size-medium wp-image-878" title="All Nikon Lens" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/All-Nikon-Lens-300x233.jpg" alt="All Nikon Lens" width="300" height="233" /></a>Ma cosa rende un obiettivo migliore di un altro?</p>
<p>Il parametro fondamentale è dato dalla nitidezza, ovvero quanto bene una lente riesce a restituire il dettaglio di ciò che fotografa. Solitamente la nitidezza è migliore al centro del fotogramma rispetto ai bordi, a causa del miglior comportamento ottico delle lente al suo centro rispetto al bordo.</p>
<p>Altri problemi e difetti che si presentano durante l&#8217;uso degli obiettivi sono:</p>
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aberrazione_cromatica" target="_blank">l&#8217;aberrazione cromatica</a>, dove le linee di demarcazione nette sono sdoppiate e appaiono di un colore differente;</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lens_flare" target="_blank">il flare</a>, dato da riflessi interni incontrollati che creano dei cerchi di luminosità variabile in presenza di forti sorgenti luminose (ad esempio, il Sole) oppure abbassano fortemente il contrasto generale con una sorta di velatura, che appiattisce il contrasto in modo più o meno marcato (fino ad assomigliare anche ad uno spesso strato di nebbia nei casi peggiori);</li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vignettatura" target="_blank">la vignettatura</a>, che indica la progressiva diminuzione di luminosità man mano che ci si avvicina agli angoli della foto;</li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distorsione_ottica" target="_blank">distorsione</a>, ovvero dal difetto della lente che tende a deformare quelle che dovrebbero essere linee rette, dando loro una curvatura concava o convessa, a seconda dei casi.</li>
</ul>
<p>Ma la qualità di un obiettivo è data anche da altri parametri, come ad esempio la qualità costruttiva ed il peso, la modalità di autofocus (cioé la precisione e la velocità con la quale le lenti si dispongono per mettere a fuoco ad una data distanza), la possibilità di montare o meno dei filtri, le caratteristiche strutturali della lente (varia la sua lunghezza quando mettiamo a fuoco o quando zoomiamo? La lente frontale ruota o rimane fissa, facilitando quindi l&#8217;uso di filtri?) e infine la compatibilità con vari accessori.</p>
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		<title>La fotografia in viaggio (parte 1)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/11/20/la-fotografia-in-viaggio-parte-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sente molto parlare di fotografia di viaggio: luoghi, persone, sensazioni trasmesse nell’istante di uno scatto o nello scorrere di un portfolio. Non altrettanto spesso, però, si parla di fotografia in viaggio: come ottenere una determinata foto in una specifica condizione? Qual è l&#8217;attrezzatura più adatta? E&#8217; importante disporre dell’intero corredo per ottenere il miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione--></p>
<p>Si sente molto parlare di fotografia di viaggio: luoghi, persone, sensazioni trasmesse nell’istante di uno scatto o nello scorrere di un portfolio.<br />
Non altrettanto spesso, però, si parla di fotografia <em>in </em>viaggio: come ottenere una determinata foto in una specifica condizione? Qual è l&#8217;attrezzatura più adatta? E&#8217; importante disporre dell’intero corredo per ottenere il miglior risultato possibile? Naturalmente non esiste una sola risposta a tutte queste domande, ma grazie all&#8217;esperienza e a qualche semplice ragionamento ci si può avvicinare alla soluzione migliore.</p>
<div id="attachment_791" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Travel-Photo.jpg" rel="lightbox[761]"><img class="size-medium wp-image-791  " title="Travel Photo" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Travel-Photo-300x200.jpg" alt="Travel Photo" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Photo courtesy: Jen Judge (www.jenjudge.com)</p></div>
<p>Che si tratti di un weekend in una capitale europea o di un mese in Australia, al fotografo interessa catturare l&#8217;essenza del luogo attraverso il proprio obiettivo.</p>
<p>Va da sé che una sessione di trekking con zaino, sacco a pelo e viveri sulle spalle richiederà la massima leggerezza dell&#8217;attrezzatura. Una compatta o una bridge, in questo caso, rappresenteranno la scelta ideale, al limite accompagnate da un mini treppiede, qualche batteria di scorta e una scheda di memoria capiente.</p>
<p>Viceversa, le quattro settimane di fly&amp;drive in Australia rappresentano probabilmente un&#8217;occasione irripetibile, che per certi versi giustifica il trasporto dell&#8217;intero corredo del fotoamatore.</p>
<p>Ma andiamo con ordine, perché dopotutto un viaggio comincia dalla propria casa.</p>
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		<title>Leggere una fotografia (parte 1)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2009/11/17/leggere-una-fotografia-parte-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Aleardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come fare]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Crea]]></category>
		<category><![CDATA[lettura fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Franco Malizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere una fotografia. Se si potesse stilare una classifica delle dieci domande che un fotoamatore si pone più spesso, &#8220;come si legge una fotografia&#8221; sarebbe forse fra le prime cinque. Chiariamo subito che in una libreria ben fornita troverete più di un testo sull&#8217;argomento e prendiamo per buono il fatto che una larga parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione--></p>
<div id="attachment_146b" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-146b " style="margin-left: 12px; margin-right: 12px;" title="Filippo Crea - Venezia" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/filippo-crea.JPG" alt="Bicchiere di Vino" width="300" height="438" /><p class="wp-caption-text">Filippo Crea - Venezia</p></div>
<p>Leggere una fotografia. Se si potesse stilare una classifica delle dieci domande che un fotoamatore si pone più spesso, &#8220;<em>come si legge una fotografia</em>&#8221; sarebbe forse fra le prime cinque. Chiariamo subito che in una libreria ben fornita troverete più di un testo sull&#8217;argomento e prendiamo per buono il fatto che una larga parte della lettura di un&#8217;immagine sarà costituita da elementi soggettivi.<br />
Quindi, in pratica, possiamo &#8220;imparare&#8221; a leggere una fotografia? Certo che si. Così come possiamo imparare a guidare un&#8217;automobile quando all&#8217;inizio ci sembra difficile. Dobbiamo acquisire una serie di conoscenze che ci aiuteranno a muoverci con lo sguardo all&#8217;interno del fotogramma per scovare e decifrare quello che è il messaggio insito nella foto che stiamo guardando.<br />
Quest&#8217;ultima frase presuppone che in ogni foto vi sia un messaggio. E non è sempre vero. Parte della capacità di leggere una fotografia sta proprio nel riconoscere quando questa ha qualcosa da trasmettere, e quindi quale messaggio il fotografo ha voluto lasciare, e quando invece essa sia priva di qualsiasi chiave di lettura.</p>
<p>In questa  serie di articoli cercheremo di analizzare gli aspetti fondamentali della lettura di un&#8217;immagine. Faremo riferimento ad aspetti più tradizionali ed universalmente riconosciuti, e ci lasceremo andare anche ad un linguaggio ed un simbolismo più &#8220;profano&#8221;. Attireremo le ire dei puristi che criticheranno in particolare l&#8217;approccio terra-terra. E questo ci fa molto piacere dato che &#8211; non ci stancheremo mai di dirlo &#8211; la Fotografia non sarà per &#8220;tutti&#8221;, ma con l&#8217;approccio giusto è di sicuro un linguaggio per &#8220;molti&#8221;.<span id="more-135"></span></p>
<img src="http://www.altraottica.it/?ak_action=api_record_view&id=135&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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