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	<title>AltraOttica &#187; Featured</title>
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	<description>La Fotografia: con altri occhi</description>
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		<title>Pentacon 135mm f/2.8 Auto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 09:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mio padre (babbo, come lo chiamo io) era anch&#8217;egli appassionato di fotografia, da giovane. Probabilmente poi, tra lavoro, famiglia e impegni vari, ha perso questa passione, indirizzata poi più verso il video. Doveva avere anche un buon corredo, una volta, andato poi perso chissà dove, tra mille traslochi e ristrutturazioni. Non è rimasto più molto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione--></p>
<p>Mio padre (babbo, come lo chiamo io) era anch&#8217;egli appassionato di fotografia, da giovane. Probabilmente poi, tra lavoro, famiglia e impegni vari, ha perso questa passione, indirizzata poi più verso il video. Doveva avere anche un buon corredo, una volta, andato poi perso chissà dove, tra mille traslochi e ristrutturazioni. Non è rimasto più molto, a parte una bellissima borsa in cuoio, un flash a torcia malfunzionante e qualche accessorio. Tra le sue cose, però, trovai questo gioiellino, il Pentacon 135mm f/2.8 Auto, con attacco a vite M42.</p>
<div id="attachment_2987" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Pentacon-135_-2.jpg" rel="lightbox[2889]"><img class="size-full wp-image-2987" title="Pentacon 135mm f/2.8 Auto" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Pentacon-135_-2.jpg" alt="Pentacon 135mm f/2.8 Auto" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Pentacon 135mm f/2.8 Auto con paraluce in posizione estesa</p></div>
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		<title>Pentacon 29mm f/2.8 MC Auto</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 10:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da bambino, una delle domeniche tipiche, in primavera o autunno, consisteva nell&#8217;uscire con i miei genitori alla ricerca dei &#8220;polacchi&#8221;. Non era infatti infrequente imbattersi nelle bancarelle di questi ambulanti, spesso venuti in Italia con viaggi organizzati al solo scopo di riuscire a vendere oggetti di varia natura.  Mio padre acquistò una di queste occasioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Introduzione-->Da bambino, una delle domeniche tipiche, in primavera o autunno, consisteva nell&#8217;uscire con i miei genitori alla ricerca dei &#8220;polacchi&#8221;. Non era infatti infrequente imbattersi nelle bancarelle di questi ambulanti, spesso venuti in Italia con viaggi organizzati al solo scopo di riuscire a vendere oggetti di varia natura.  Mio padre acquistò una di queste occasioni, più per i suoi figli che per se: una vecchia reflex dotata di esposimetro, ed alcune lenti. Nacque quel giorno il mio rapporto di amore/odio per la fotografia, mentre cercavo di mettere a fuoco con un vetrino smerigliato buio e piccolo, cercando di capirci qualcosa tra diaframma, tempi ed ASA (così si chiamava la sensibilità della pellicola, allora&#8230;).</p>
<p>Oggi sono riuscito a recuperare questi vetri, tutti con attacco a vite M42, per capire come se la cavano al confronto con le ottiche più moderne. Vi presento il Pentacon 29mm f/2.8 MC Auto.</p>
<p><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/1D_0152.jpg" rel="lightbox[2679]"><img class="aligncenter size-full wp-image-2833" title="Pentacon MC Auto 29mm f/2.8" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/1D_0152.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
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		<title>Come scegliere una macchina digitale (parte 2)</title>
		<link>http://www.altraottica.it/2010/05/13/come-scegliere-una-macchina-digitale-parte-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Badiali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segue dalla prima parte. Il display è anche questo molto importante, poiché la quasi totalità delle compatte non monta più un mirino ottico, ma rende necessario inquadrare guardando il display. Questo dev&#8217;essere dunque abbastanza grande (almeno un 2,5&#8243; di diagonale) e molto luminoso. Purtroppo più sono grandi e luminosi, più consumano, quindi dotatevi di batterie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Parte elettronica-->Segue dalla <a href="http://www.altraottica.it/2010/01/05/come-scegliere-una-macchina-digitale-parte-1/" target="_self">prima parte</a>.</p>
<p>Il display è anche questo molto importante, poiché la quasi totalità delle compatte non monta più un mirino ottico, ma rende necessario inquadrare guardando il display. Questo dev&#8217;essere dunque abbastanza grande (almeno un 2,5&#8243; di diagonale) e molto luminoso. Purtroppo più sono grandi e luminosi, più consumano, quindi dotatevi di batterie di riserva.</p>
<p>La macchina deve permettere di selezionare manualmente i parametri di scatto, quali tempo ed apertura, valore ISO e bilanciamento del bianco. Se avete un minimo interesse a tirare fuori delle belle foto, dovete avere la possibilità di personalizzare questi parametri, altrimenti sarà inutile avere 12MPixel. A tal scopo, sarebbe inoltre opportuno sincerarsi della possibilità di salvare le foto in formato RAW, in modo da poterle elaborare al meglio con i vari RAW converter presenti sul mercato (Lightroom, Aperture, Phase One, ecc&#8230;). Purtroppo questa opzione è ad appannaggio delle fotocamere più evolute, e costose.<span id="more-1460"></span></p>
<div id="attachment_1506" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Schede_memoria.jpg" rel="lightbox[1460]"><img class="size-medium wp-image-1506" title="Schede_memoria" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/Schede_memoria-300x300.jpg" alt="Fondamentalmente sono tutte uguali, ma praticamente dovete prestare loro molta attenzione." width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fondamentalmente sono tutte uguali, ma praticamente dovete prestare loro molta attenzione.</p></div>
<p>Le immagini vengono il più delle volte salvate su schede di memora SD, economiche e capienti, nonché facilissime da trovare. Una scheda da 2GByte costa all&#8217;incirca 6€ e sarà perfetta per i vostri scopi. Alcune marche preferiscono affidarsi al altre tipologie di memoria: Sony, ad esempio, utilizza esclusivamente schede MemoryStick, mentre Fuji utilizza le XD. Questo è un grosso problema, poiché le schede di questo tipo sono coperte da diritti di utilizzo e costano mediamente il doppio o più rispetto alle SD. In ogni caso, vi consigliamo di dotarvi di più schede di piccolo taglio (compatibilmente con la dimensione dei file), piuttosto che di un&#8217;unica scheda di grandi dimensioni. Questo perché è facile imbattersi in schede difettose e nel caso una scheda si rompesse, perdereste solo parte delle foto, mentre nel caso disponeste di un&#8217;unica scheda, perdereste tutti i vostri scatti.</p>
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		<title>Haiti</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 17:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Aleardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gallery e Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Farrell]]></category>
		<category><![CDATA[Pulitzer]]></category>
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		<category><![CDATA[uragano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti ormai sanno dal dramma che ha colpito Haiti all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. In questi casi non ci sono parole che possano esprimere adeguatamente la disperazione degli abitanti, l&#8217;impegno e il coraggio di chi presta quotidianamente la propria opera per aiutare le popolazioni colpite da queste devastazioni. Teremoti, alluvioni, uragani. Nominate un disastro naturale qualsiasi. Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2000" class="wp-caption alignright" style="width: 327px"><a href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/farrel.jpg" rel="lightbox[1998]"><img class="size-full wp-image-2000" title="farrel" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/farrel.jpg" alt="farrel" width="317" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Patrick Farrell</p></div>
<p>Tutti ormai sanno dal <a title="Le notizie sul terremoto di Haiti - 2010" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Haiti_del_2010" target="_blank">dramma che ha colpito Haiti</a> all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. In questi casi non ci sono parole che possano esprimere adeguatamente la disperazione degli abitanti, l&#8217;impegno e il coraggio di chi presta quotidianamente la propria opera per aiutare le popolazioni colpite da queste devastazioni.</p>
<p>Teremoti, alluvioni, uragani. Nominate un disastro naturale qualsiasi. Ad <a title="Haiti su Wikipedia [IT]" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Haiti" target="_blank">Haiti </a>è certamente avvenuto.  L&#8217;uragano Jeanne <a title="Dal sito di Medici Senza Frontiere" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=470" target="_blank">aveva già piegato la popolazione nel Settembre del 2004</a>, seguito da altre emergenze (uragani Gustav e Hanna) , fino al 2008, quando l&#8217;uragano Ike ha portato <a title="Video reportage del Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/world/video/2008/sep/09/ike.update" target="_blank">la sua furia distruttiva</a> nuovamente sulla piccola isola del Mar dei Caraibi.</p>
<p>Il portfolio che vogliamo proporvi oggi è valso al suo autore il premio Pulitzer nella categoria &#8220;<a title="Breaking News Photography 2009" href="http://www.pulitzer.org/citation/2009-Breaking-News-Photography" target="_blank">Breaking News Photography</a>&#8221; per l&#8217;anno 2009. Parliamo di Patrick Farrell, il quale lavora per il &#8220;<em>The Miami Herald</em>&#8220;. Quello che colpisce tecnicamente è la quasi perfezione compositiva nonostante si tratti di una ripresa diretta sul campo e l&#8217;impeccabile bianconero, che in questo genere di reportage esprime tutta la sua potenzialità comunicativa. Immagini commoventi e cariche di umanità che vogliamo riproporre proprio oggi anche per tenere viva l&#8217;attenzione sull&#8217;emergenza che ha colpito quella che può essere definita una delle isole più povere del mondo.</p>

<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/farrel/' title='farrel'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/farrel-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="farrel" title="farrel" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php/' title='p.php'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php" title="p.php" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-1/' title='p.php (1)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (1)" title="p.php (1)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-2/' title='p.php (2)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (2)" title="p.php (2)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-3/' title='p.php (3)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (3)" title="p.php (3)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-4/' title='p.php (4)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (4)" title="p.php (4)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-5/' title='p.php (5)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (5)" title="p.php (5)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-6/' title='p.php (6)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (6)" title="p.php (6)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-7/' title='p.php (7)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (7)" title="p.php (7)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-8/' title='p.php (8)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (8)" title="p.php (8)" /></a>
<a href='http://www.altraottica.it/2010/03/25/haiti/p-php-9/' title='p.php (9)'><img width="150" height="150" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/p.php-9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="p.php (9)" title="p.php (9)" /></a>

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		<title>Bianconero in Photoshop</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Aleardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bianconero]]></category>
		<category><![CDATA[Photoshop]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tutorial che segue si basa su Photoshop nella sua versione CS3 ma con un po&#8217; di accortezza potrete adattarlo senza problemi ad uno dei numerosi software di ritocco presenti sul mercato. E&#8217; sufficiente che tale software possa gestire livelli separati. Partiamo da una foto abbastanza semplice che ha però le caratteristiche adatte ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--pagetitle:Intro e preparazione file--></p>
<p style="text-align: left;">Il tutorial che segue si basa su Photoshop nella sua versione CS3 ma con un po&#8217; di accortezza potrete adattarlo senza problemi ad uno dei numerosi software di ritocco presenti sul mercato. E&#8217; sufficiente che tale software possa gestire livelli separati. Partiamo da una foto abbastanza semplice che ha però le caratteristiche adatte ad una buona conversione bianconera. <img class="alignleft size-medium wp-image-1208" title="cover" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/cover-300x198.jpg" alt="cover" width="300" height="198" />Come sapete, infatti, non tutte le nostre immagini si adattano ad una conversione in tal senso. Certo, il digitale ci ha abituato bene, permettendoci di scattare file RAW, che contengono una ampia gamma di informazioni, e poi decidere di volta in volta se e quali immagini convertire.</p>
<p>Vedremo anche altri metodi di conversione in futuri articoli dato che questo è un metodo specifico che, pur garantendo un elevata qualità nella gamma tonale finale, si adatta in primo luogo agli amanti del bianconero un po&#8217; forte e contrastato. Per altri generi più &#8220;soft&#8221;, chiamiamoli così, si prevedono altri sistemi di conversione.</p>
<p><span id="more-1181"></span></p>
<p>Cominciamo.</p>
<div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-download-caption_box stb_caption' >Download del file usato nel tutorial</div><div class='stb-download-body_box stb_body' >Se volete potete scaricare il file che abbiamo usato in questo tutorial. Per esigenze di spazio (ma più che altro di banda) non abbiamo potuto includere il file RAW originale, che era quasi 15 Megabyte. Abbiamo quindi includo il file JPEG in alta qualità e nella dimensione originale (meno di 4 Mb). Lo potete scaricare <a title="Il file usato nell'esempio" href="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/originalebn.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1181]">direttamente da qui</a>. </div></div>
<p>A volte, a seconda dell&#8217;immagine iniziale, è consigliabile ridistribuire la gamma tonale per dare un po&#8217; più di &#8220;corpo&#8221; alla foto, prima di iniziare. Questo è vero soprattutto parlando di fotografia digitale, dove il file che esce dalla macchina di solito pecca un po&#8217; nel contrasto. Per farlo andremo ad aumentare un po&#8217; i &#8220;neri&#8221; e a schiarire i semitoni.</p>
<p>Andate nel menu &#8220;<em>immagine -&gt; regolazioni -&gt; Correzione colore selettiva&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Impostate il menu di selezione sui NERI ed applicate un leggero aumento degli stessi spostando la barra dei neri, appunto, nell&#8217;ordine di percentuali basse, come ad esempio 4% oppure 6%.<br />
In casi rari ci spingeremo oltre questi valori, a meno che la foto non sia davvero povera per quel che riguarda i toni scuri.</p>
<div id="attachment_1182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 376px"><img class="size-full wp-image-1182" title="Aumentiamo i neri" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/01.jpg" alt="Aumentiamo i neri" width="366" height="299" /><p class="wp-caption-text">Aumentiamo i neri</p></div>
<p>Facciamo la stessa cosa sui toni neutri, ma stavolta con valore negativo. Andremo quindi a &#8220;schiarire&#8221; un poco i toni medi della nostra foto. Di quanto? Anche qui, a seconda del risultato e della foto originale, ma un buon punto di partenza di solito è &#8220;la metà della percentuale usata per scurire i neri&#8221;. Se quindi prima abbiamo aumentato i neri del 4%, adesso useremo un valore negativo di -2%  come da figura:</p>
<div id="attachment_1183" class="wp-caption aligncenter" style="width: 384px"><img class="size-full wp-image-1183" title="Schiariamo i toni medi" src="http://www.altraottica.it/wp-content/uploads/02.jpg" alt="Schiariamo i toni medi" width="374" height="305" /><p class="wp-caption-text">Schiariamo i toni medi</p></div>
<div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-custom-caption_box stb_caption' >Perché non usare la correzione dei livelli?</div><div class='stb-custom-body_box stb_body' >Si poteva effettuare tutto questo intervenendo sulla palette &#8220;livelli&#8221; e spostando l&#8217;indicatore del punto di nero e quello del grigio medio, ma lavorare con la correzione colore selettiva e il suo metodo percentuale ci aiuta a mantenere un istogramma meno &#8220;danneggiato&#8221; al termine dell&#8217;intervento, il che è vantaggioso in termini di stampa.</div></div>
<p>Ora che abbiamo preparato il nostro file procediamo con la tecnica della forza e del contrasto. All&#8217;inizio potrà sembrarvi eccessivamente lunga, ne sono consapevole. In particolare coloro i quali non sono dotati di skill particolari o avanzate in Photoshop avranno un po&#8217; di difficoltà ad imparare il metodo a memoria. Sappiate che ciò è più che normale. Il nostro consiglio è quello di ripetere più volte il metodo, con immagini diverse. Anche due o tre volte durante la settimana, seguendo il presente tutorial. Già al termine della prima settimana eseguirete una buona metà del metodo senza bisogno di &#8220;sbirciare&#8221; la guida. Al termine della seconda settimana e dopo 7/10 ripetizioni questa guida sarà per voi già roba vecchia ;-)</p>
<p>Ve lo auguriamo.</p>
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