AltraOttica

La Fotografia: con altri occhi

Archivio per Autore

Pentacon 135mm f/2.8 Auto

Scritto da Andrea Badiali lunedì 11 ottobre, 2010 Tempo di lettura: 6:12 min.

Mio padre (babbo, come lo chiamo io) era anch’egli appassionato di fotografia, da giovane. Probabilmente poi, tra lavoro, famiglia e impegni vari, ha perso questa passione, indirizzata poi più verso il video. Doveva avere anche un buon corredo, una volta, andato poi perso chissà dove, tra mille traslochi e ristrutturazioni. Non è rimasto più molto, a parte una bellissima borsa in cuoio, un flash a torcia malfunzionante e qualche accessorio. Tra le sue cose, però, trovai questo gioiellino, il Pentacon 135mm f/2.8 Auto, con attacco a vite M42.

Pentacon 135mm f/2.8 Auto

Pentacon 135mm f/2.8 Auto con paraluce in posizione estesa

Popolarità: 78%

Pentacon 29mm f/2.8 MC Auto

Scritto da Andrea Badiali giovedì 23 settembre, 2010 Tempo di lettura: 6:36 min.

Da bambino, una delle domeniche tipiche, in primavera o autunno, consisteva nell’uscire con i miei genitori alla ricerca dei “polacchi”. Non era infatti infrequente imbattersi nelle bancarelle di questi ambulanti, spesso venuti in Italia con viaggi organizzati al solo scopo di riuscire a vendere oggetti di varia natura.  Mio padre acquistò una di queste occasioni, più per i suoi figli che per se: una vecchia reflex dotata di esposimetro, ed alcune lenti. Nacque quel giorno il mio rapporto di amore/odio per la fotografia, mentre cercavo di mettere a fuoco con un vetrino smerigliato buio e piccolo, cercando di capirci qualcosa tra diaframma, tempi ed ASA (così si chiamava la sensibilità della pellicola, allora…).

Oggi sono riuscito a recuperare questi vetri, tutti con attacco a vite M42, per capire come se la cavano al confronto con le ottiche più moderne. Vi presento il Pentacon 29mm f/2.8 MC Auto.

Popolarità: 24%

Il corredo del lampista (o strobist)

Scritto da Andrea Badiali lunedì 07 giugno, 2010 Tempo di lettura: 19:03 min.

La luce è una parte fondamentale della nostra passione, tant’è che fa parte delle parola che la descrive: foto (luce) e grafia (scrivere). L’illuminazione ambientale è la prima luce che impariamo a sfruttare, perché è naturale, sempre presente (in modo maggiore o minore) facile da usare. Presto però comincia a mostrare i suoi limiti: in interni è spesso scarsa, nelle ore centrali della giornata è troppo dura, abbiamo poche possibilità di modificarla o influenzarla.
Quasi tutte le reflex e compatte, di conseguenza, possiedono un flash, che però è poco potente e mal posizionato. Certo, permette di scattare quando la luce è poca o assente, ma i risultati non sono certo un granché.
I flash esterni vanno già meglio, hanno di solito una buona potenza e sono facilmente configurabili, inoltre permettono di utilizzare alcuni modificatori (diffusori, limitatori, filtri) che li rendono abbastanza versatili.
Il flash off-camera vi aprirà un nuovo mondo...

Il flash off-camera vi aprirà un nuovo mondo...

La cosa più intelligente e creativa che potete fare, però, è staccare il flash dalla macchina. Utilizzare l’illuminazione artificiale è infatti una tecnica estremamente potente, che vi permette di raggiungere ottimi risultati, a livello dei professionisti della carta patinata. Ovviamente, come tutte le tecniche, impone una certa dose di impegno nell’apprendere i rudimenti della luce, ma con un approccio pratico ed un po’ di prove non è difficile raggiungere buoni risultati.

In questo articolo ci occuperemo dell’attrezzatura necessaria, proponendo le soluzioni top di gamma ma anche quelle più economiche. E vi stupirete di quanto poco investimento vi servirà.

Popolarità: 39%

Come scegliere una macchina digitale (parte 2)

Scritto da Andrea Badiali giovedì 13 maggio, 2010 Tempo di lettura: 8:04 min.

Segue dalla prima parte.

Il display è anche questo molto importante, poiché la quasi totalità delle compatte non monta più un mirino ottico, ma rende necessario inquadrare guardando il display. Questo dev’essere dunque abbastanza grande (almeno un 2,5″ di diagonale) e molto luminoso. Purtroppo più sono grandi e luminosi, più consumano, quindi dotatevi di batterie di riserva.

La macchina deve permettere di selezionare manualmente i parametri di scatto, quali tempo ed apertura, valore ISO e bilanciamento del bianco. Se avete un minimo interesse a tirare fuori delle belle foto, dovete avere la possibilità di personalizzare questi parametri, altrimenti sarà inutile avere 12MPixel. A tal scopo, sarebbe inoltre opportuno sincerarsi della possibilità di salvare le foto in formato RAW, in modo da poterle elaborare al meglio con i vari RAW converter presenti sul mercato (Lightroom, Aperture, Phase One, ecc…). Purtroppo questa opzione è ad appannaggio delle fotocamere più evolute, e costose. Leggi il resto di questo articolo »

Popolarità: 29%

Ole Jørgen Liodden ed il suo passaggio da Canon a Nikon

Scritto da Andrea Badiali mercoledì 31 marzo, 2010 Tempo di lettura: 4:45 min.

Solo un paio di giorni fa vi abbiamo comunicato la decisione, alquanto repentina, del fotografo Ole Jørgen Liodden di abbandonare il marchio Canon (sia come attrezzatura che dal suo ruolo di Ambassador) per abbracciare Nikon. Lungi da noi preferire una o l’altra marca (in quanto la qualità dei prodotti è per entrambi a livello assoluto), abbiamo però voluto vederci chiaro in questa situazione. Liodden è un fotografo naturalista che da molti anni utilizza materiale Canon, diventandone testimonial e pubblicando numerose recensioni, spesso anche estreme (fotografando molto spesso a temperature polari). La sua repentina scelta di vendere tutta la sua attrezzatura per passare alla concorrenza risulta quindi abbastanza strana. Nel suo post di “addio” afferma di essere contento del nuovo materiale, di voler interrompere la pubblicazione di recensioni di attrezzatura Canon e di voler aprire un nuovo dominio (nikonfieldreviews.com). Dopo numerose ricerche, però, abbiamo trovato il post originale, prima che molte parti venissero cancellate e nel quale si possono trarre conclusioni molto differenti. Leggi il resto di questo articolo »

Popolarità: 12%

Goodmorning 15.03.10

Scritto da Andrea Badiali lunedì 15 marzo, 2010 Tempo di lettura: 3:00 min.
L'Antartide visto da © Fabiano Busdraghi

L'Antartide visto da © Fabiano Busdraghi

Sul blog Camera Obsuca, Fabiano Busdraghi ha pubblicato un bellissimo reportage dei suoi viaggi tra i ghiacci antartici, corredati di fotografie di enormi iceberg e la descrizione del suo lavoro come fisico oceanografico. Viaggi che però hanno avuto un forte impatto emotivo sul fotografo stesso, che tenta di spiegare a parole l’evoluzione che ha subito il suo pensiero durante quelle lunghe e fredde giornate. Questo lavoro, inoltre, fa parte del più ampio progetto “Impact”, che lega molti fotografi con l’unico filo conduttore del descrivere l’impatto del fotografo sulla realtà fotografata o viceversa, della realtà sull’animo del fotografo, come accaduto nello specifico all’autore dell’articolo. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »

Popolarità: 7%

TAGS

About Me

altraOTTICA nasce per affrontare le tematiche già trattate in numerosi blog e riviste online di fotografia, con un occhio di riguardo alla cultura fotografica, la quale, purtroppo, spesso passa in secondo piano. Ma ci saranno anche recensioni, tecnica fotografica, mostre, eventi, grandi autori, lettura immagini e portfolio, rumors, tecniche di postproduzione e molto altro...

Twitter

    Photos

    Il "Dietro le Quinte" di AltraOttica!
    Gianni Berengo GardinMargotCristina d'AvenaZoidberg