
Quattro specchi ed una fotocamera per fotografare in 3D. L'avessero detto prima a James Cameron avrebbe tribolato di meno a girare "Avatar".
Dopo l’immenso successo del film “Avatar”, che per gli astronauti appena ritornati sulla terra dopo un viaggio decennale è stato il primo film a sdoganare il cinema in 3D da curiosità di nicchia a fenomeno di massa, anche la fotografia stereoscopica (impropriamente definita, appunto, 3D) sta godendo di nuova fama, data anche dalla più amichevole tecnologia digitale. Risulta quindi interessante il complicato ma funzionale strumento per la ripresa di fotogrammi stereoscopici mostrato da DIY Photography: grazie ad un complesso gioco di specchi regolabile, una singola fotocamera è in grado di riprendere la stessa scena da due angoli leggermente differenti (la cui distanza è proprio la distanza tra gli occhi umani) proiettandoli sulle due metà del sensore. Tramite un po’ di post produzione le due immagini vengono poi fuse in un unico fotogramma che può essere visualizzato con in classici occhialini rosso/blu o tramite, appunto, le tecniche di visualizzazione autostereoscopica. Certo la cosa è un po’ complicata da montare e mettere a punto, senza contare gli innumerevoli anni di sfiga se vi si rompesse qualcosa. [A.B.] Leggi il resto di questo articolo »
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